Medolla, minacce di morte alla moglie dopo quattro anni di violenze e controllo degli spostamenti: braccialetto elettronico per un 48enne
MEDOLLA - I Carabinieri della Stazione di Medolla sono intervenuti con tempestività in una delicata vicenda familiare, garantendo la tutela di una donna vittima di gravi minacce e attivando in tempi rapidi le misure previste dalla legge a sua protezione. L’episodio ha avuto origine l’8 giugno a Medolla, quando i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti presso l’abitazione di una donna, nata nel 1980, in cui era presente il marito, nato nel 1978, allontanato dai militari per prevenire ulteriori tensioni e garantire l’incolumità della donna.
La vittima ha poi formalizzato querela, riferendo che l’uomo si era presentato in precedenza presso la sua abitazione, intorno alle 19.30, rivolgendole ripetute offese e minacce di morte per motivi economici e di gelosia. Aveva aggiunto inoltre che la situazione critica era iniziata già nel 2022 e si era protratta negli anni successivi, con numerosi episodi che l’avevano vista vittima di minacce, percosse, lesioni e di un costante controllo degli spostamenti e delle attività, determinato da un’ossessiva gelosia e da comportamenti controllanti.
Gli accertamenti immediati dei Carabinieri hanno portato al deferimento dell’uomo in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Modena. La vicenda aveva un ulteriore sviluppo il 24 giugno a Mirandola, quando i Carabinieri della Stazione di Medolla hanno eseguito l’Ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena, su richiesta dalla Procura della Repubblica, con la quale è stato disposto il divieto di avvicinamento dell’indagato alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione di un dispositivo elettronico di controllo, misura che consente un monitoraggio costante e immediato a tutela della vittima.
L’intervento dei Carabinieri conferma l’impegno dell’Arma nel contrasto alle condotte violente in ambito familiare e nella protezione delle persone più vulnerabili. La sinergia tra attività investigativa e collaborazione con l’Autorità Giudiziaria ha permesso di attivare un percorso di sicurezza efficace, offrendo alla donna un supporto concreto e immediato.
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