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25 Agosto 2026
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Completato il secondo modulo dell’Hub di Terapia Intensiva al Policlinico di Modena

Lunedì scorso, 21 dicembre, con l’attivazione della seconda tranche di 13 posti letto al Policlinico, si è completata la dotazione di posti letto modenesi realizzati nell’ambito dell’Hub nazionale e regionale delle terapie intensive voluto per far fronte all’emergenza COVID-19. Un primo modulo da 17 posti era stato terminato il 9 dicembre. Questi 30 posti completano la dotazione di 48 posti letto complessivi di Terapia Intensiva della città capoluogo: 18 all’Ospedale Civile di Baggiovara e 30 al Policlinico di Modena. Rimangono da terminare alcune opere esterne all’edificio, che è comunque pienamente funzionante e a norma. Questo consentirà di liberare 22 posti letto nei Blocchi Operatori riportando i comparti operatori alla destinazione d’uso originaria con una positiva ricaduta sull’attività chirurgica. Oggi, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti COVID positivi, sono 225 i posti attivi Covid in degenza ordinaria e 72 tra intensiva/semintensiva, di cui rispettivamente 143 e 42 al Policlinico e 82 e 30 all’Ospedale Civile. Risultano attualmente occupati: 240 posti letto complessivi: 184 in ordinaria e 56 intensiva e semintensiva. Stamattina le autorità accademiche di Unimore hanno visitato la struttura. Alla visita erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Modena e Presidente della CTSS Gian Carlo Muzzarelli, Direttore Generale dell’AOU di Modena, dottor Claudio Vagnini, il Magnifico Rettore di UNIMORE, prof. Carlo Adolfo Porro, il Presidente Eletto della Facoltà di Medicina e Chirurgia prof. Giorgio De Santis, il Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena, dottor Antonio Brambilla, la dottoressa Angela Putignano, in rappresentanza del Direttore delle Professioni Sanitarie AOU di Modena, il Direttore della Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile, dottoressa Elisabetta Bertellini, il Direttore della Terapia Intensiva del Policlinico, prof. Massimo Girardis, il Direttore delle Malattie dell’Apparato Respiratorio e del corso di laurea in Fisioterapia, prof. Enrico Clini, del il Direttore della Medicina Interna e Area Critica dell’Ospedale Civile dottor Giovanni Pinelli, la Presidente del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, prof.ssa Fausta Lui, il Direttore della scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione, prof. Alberto Barbieri e le Presidenti dei Corsi di Laurea in Infermieristica, prof.ssa Paola Ferri e prof.ssa Daniela Mecugni. Con loro una rappresentanza di specializzandi, tra cui il dottor Emanuele Gresia e la dottoressa Arianna Pioda, specializzandi in Anestesia e Rianimazione dei dottori Emiliano Barbieri, specializzando in Ematologia e Giuseppe Esposito, specializzando in Chirurgia. La visita è stata l’occasione per fare il punto sull’impegno dell’Ateneo, oltre che nella ricerca scientifica sul SARS-CoV-2, nella formazione di giovani medici e infermieri che hanno dato il loro forte contributo in questi mesi alla gestione della pandemia. L’incontro ha consentito anche di ragionare sulla Terapia Intensiva, come parte di un percorso terapeutico che coinvolge anche la semi-intensiva, ospitata nel MIAC dell’Ospedale Civile e nelle Malattie dell’Apparato Respiratorio del Policlinico. “A medici, infermieri e a tutto il personale che opera nella nostra sanità – afferma il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - non possiamo che dire grazie. Un sentimento di gratitudine sincero, ma che non potrà bastare a ripagarli dei sacrifici e dello straordinario sforzo che è stato chiesto loro in questi mesi di emergenza sanitaria. Un grazie, dunque, che viene dal cuore, ma che deve avere effetti a tutti i livelli e che per fare tesoro della consapevolezza acquisita si traduce in progetti a medio e lungo termine, già programmati dalla Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria con investimenti importanti e costanti nella sanità pubblica, nelle strutture, nel personale e nella formazione. È quello che si sta facendo già ora a Modena anche attraverso la realizzazione dell'Hub di terapia intensiva, che è fondamentale per curare i pazienti Covid-19 e riprendere la consueta attività chirurgica nei blocchi operatori, così come per la formazione dei giovani medici e che resterà un'eccellenza anche terminata la fase pandemica”. “Con grande soddisfazione – ha commentato il Direttore Generale dell’AOU di Modena dottor Claudio Vagnini – presentiamo oggi alle autorità accademiche la struttura terminata e funzionante. Come sottolineato più volte l’apporto dell’Ateneo è fondamentale non solo per la ricerca scientifica, in cui Modena è all’avanguardia in diversi campi, ma anche nella formazione dei giovani medici e infermieri. I nostri sono ospedali di insegnamento per le generazioni future. Durante questa pandemia, i nostri medici e infermieri in formazione hanno dato un contributo importantissimo nei reparti in una condizione difficile ma anche altamente formativa”. In questi mesi il personale degli ospedali è stato potenziato con 498 assunzioni del comparto (personale infermieristico) e 69 medici, utilizzando oltre che i canali già disponibili, tutte le diverse forme di reclutamento, anche straordinarie, previste dai decreti del Governo. “Siamo impegnati al massimo a reperire il personale necessario per il funzionamento di questa nuova struttura, nonostante la difficoltà di reclutare sul mercato del lavoro tutti gli operatori necessari in quanto, da un lato, la domanda da parte di tutti gli enti del SSN è aumentata contemporaneamente in modo esponenziale ed inoltre il sistema formativo non è ancora sufficientemente tarato per queste nuove esigenze. Per questo motivo la collaborazione con l’Ateneo è ancora più decisiva, da un lato perché abbiamo assunto i medici in formazione specialistica degli ultimi anni di corso, dall’altro perché l’Ateneo è un soggetto istituzionale importantissimo nell’orientare la programmazione formativa dei prossimi decenni”. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha assunto a tempo determinato, tramite bandi pubblici, medici in formazione degli ultimi anni iscritti alle scuole di specializzazione nelle discipline per le quali sono emerse situazioni di carenza di organico (in particolare Anestesia e Rianimazione, Malattie Infettive, Pneumologia, Medicina Interna, Medicina d'Urgenza). Per quanto riguarda il personale infermieristico, grazie alla collaborazione dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche, che ha consentito di concludere in tempi rapidi l'iter di abilitazione per i neo-laureati, sono in acquisizione nei prossimi giorni ulteriori risorse, che si andranno ad aggiungere al flusso continuo di inserimenti che vengono effettuati. Questi rinforzi hanno consentito di garantire l'assistenza nei reparti COVID dovendo ricorrere in misura minore rispetto a marzo all'impiego di professionisti operanti in settori differenti, pur tenendo conto che l'organizzazione è dinamica in base alle effettive presenze del personale in servizio. “Nell’augurare a tutti voi buone feste ci tengo a raccomandare ancora una volta di rispettare le regole di prevenzione della diffusione del virus. Noi siamo impegnati al massimo nella cura dei pazienti ma solo uniti nel rispetto delle regole potremo uscire da questa situazione come comunità” – ha concluso Vagnini. “Il nuovo hub del Policlinico – ha affermato il Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena, dottor Antonio Brambilla - oltre a entrare a pieno titolo nella nostra rete ospedaliera provinciale, ora nella gestione della pandemia e, in futuro, a disposizione delle diverse patologie non covid, ci presenta oggi un aspetto del nostro sistema sanitario che è quello dello studio e della ricerca scientifica. Il rapporto delle aziende sanitarie con l'Università non è solo un tratto distintivo del nostro territorio, ma un nodo vitale, in quanto è proprio dal reciproco scambio tra sogggetti diversi, oltre che tra diverse generazioni di professionisti sanitari, che il sistema modenese è stato ed è tuttora in grado di raggiungere riconosciuti livelli d'eccellenza, garantendo non solo la qualità dell'assistenza ma la qualità dei professionisti che vi operano, nei diversi luoghi di cura, anche quelli nuovi, e innovativi, che abbiamo messo in piedi come risposta alla pandemia. Mi unisco dunque al benvenuto al Magnifico Rettore e al Preside eletto di Facoltà, con l'augurio di un proficuo lavoro comune. “Sono felice di vedere completata la realizzazione di questa struttura – dichiara il Prof. Carlo Adolfo Porro, Rettore di Unimore – che, come la sua omologa all’Ospedale di Baggiovara, contribuisce a salvare vite umane, come è apparso evidente in questi mesi, e a formare le giovani generazioni di anestesisti e rianimatori che nei prossimi anni svolgeranno la loro preziosa e delicata attività professionale nei nostri ospedali. Molti/e di loro, in particolare al quarto e al quinto anno della Scuola di Specializzazione, sono già impegnati/e attivamente sui malati. Vedere tanti e tante giovani prodigarsi con passione, competenza ed entusiasmo in un compito così difficile mi riempie il cuore di gioia e di speranza per il futuro: allo stesso tempo fa comprendere a tutti quanto sia fondamentale il ruolo dell’Università nel garantire una adeguata e solida preparazione professionale ai futuri medici specialisti. A questo proposito rivolgo un ringraziamento particolare all’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena, all’AUSL di Modena e all’Azienda Usl-IRCCS di Reggio Emilia per aver permesso e agevolato la effettuazione dei tirocini necessari nonostante il momento non facile e complicato”. Il contributo di UNIMORE: formazione e ricerca Sono 2752 gli studenti iscritti ai diversi corsi di laurea gestiti dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Di questi 929 frequentano il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, 805 gli iscritti a Scienze Infermieristiche tra Modena e Reggio Emilia e 94 a Fisioterapia. Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dall'inizio della pandemia ha svolto ben 6 sedute di laurea (la più recente il giorno 18 dicembre), contro le 3 abitualmente previste in un anno solare, per permettere in tempi celeri la laurea di ben 138 nuovi medici in questo anno 2020. Gli specializzandi/e medici Unimore ad oggi sono complessivamente 669, ai quali si aggiungeranno presto altri 389 studenti/esse che si iscriveranno al primo anno, prevedibilmente a metà gennaio 2021. Di questi 121 (83 già iscritti e 38 previsti per il primo anno) frequenteranno o stanno frequentando la Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore, diretta dal prof. Alberto Barbieri, che ha da poco diplomato 13 nuovi specialisti che hanno concluso nel 2020 il proprio percorso formativo. “L’emergenza Covid ha messo in luce molte criticità – dichiara il Presidente eletto della Facoltà di Medicina e Chirurgia, professor Giorgio de Santis - ma da certi punti di vista anche alcune opportunità, è bastato saperle cogliere. Anzitutto, se parliamo di formazione universitaria sul campo, l’esperienza obbligata sul Covid è stata trasformata in una risorsa formativa. Gli specializzandi, soprattutto quelli impegnati nei percorsi affini alla patologia Covid, vale a dire Infettivologia, Rianimazione, Anestesia. Medicina interna e Medicina d’urgenza, si sono arricchiti di un’enorme esperienza, dovendo lavorare in prima linea. I Dpcm di questi mesi hanno limitato anche la presenza degli studenti per tirocini e laboratori, ma la Facoltà di Medicina ha dimostrato grande capacità di reazione, utilizzando tutta la strumentazione tecnologica più all’avanguardia. Ad esempio, abbiamo implementato sistemi innovativi di trasmissione audiovisiva nelle sale operatorie, nei laboratori di chirurgia e di anatomia e nei teatri anatomici, permettendo agli studenti di seguire in streaming gli interventi operatori, in una modalità ancora più efficace che non in presenza dentro la sala. Di queste nuove pratiche terremo sicuramente conto anche in epoca post-Covid mantenendole in vigore, e questo vale anche per la didattica a distanza. Se inizialmente si temeva una riduzione di iscritti a causa delle limitazioni di emergenza, successivamente invece le nuove regole sulla didattica hanno portato ad un loro evidente aumento”. Quest'anno, a seguito del Decreto-legge 14/2020, 19 Specializzandi degli ultimi due anni di corso in terapia intensiva e rianimazione sono stati temporaneamente assunti in 8 ospedali della Regione Emilia-Romagna (Policlinico e OCB di Modena, Carpi, Guastalla, Parma, Policlinico Sant'Orsola di Bologna, Imola) per far fronte all'emergenza della pandemia Covid-19. In pratica tutti gli specializzandi del quinto anno e la maggioranza di quelli del quarto sono stati impegnati in prima linea per coprire un aumento del carico di lavoro del personale esistente. I nostri ragazzi e le nostre ragazze hanno di certo usufruito di una esperienza sul campo altamente qualificante. Per restare al contributo dell’Università di Modena e Reggio Emilia alle attività ospedaliere più critiche e interessate ai ricoveri dei/lle malati/e da Covid-19, oltre agli specializzandi/e della Scuola di Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore, diretta dal prof. Alberto Barbieri, sono da aggiungere 22 specializzandi/e (10 già iscritti e + 12 previsti per il primo anno) della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio, diretta dal prof. Enrico Clini, e 22 (11 + 12) della Scuola di Malattie Infettive e Tropicali, diretta dalla prof.ssa Cristina Mussini. Sono numeri importanti che danno la dimensione del contributo fondamentale e prezioso che l’Università, e nello specifico la Facoltà di Medicina e Chirurgia, sta dando al buon funzionamento ed alla performance del Sistema Sanitario locale, regionale e nazionale. È del 16 dicembre, poi, la notizia della proclamazione di 54 laureati e laureate in Infermieristica che hanno portato ad oltre 200 il numero di infermieri e infermiere messe a disposizione del Sistema Sanitario Regionale dall’Ateneo di Modena e Reggio Emilia nel corso del 2020: 107 laureatisi/tesi presso la sede di Modena e 104 presso la sede di Reggio Emilia. Da quest’anno sono, inoltre, aumentati i posti nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, portandoli a 180, e in entrambi i Corsi di Infermieristica, portandoli a 170 nella sede di Modena e 145 nella sede di Reggio Emilia. Questo consentirà di accrescere anche il numero dei laureati e delle laureate nei prossimi anni e far fronte alle domande crescenti di personale da parte del sistema sanitario regionale. Il piano di assunzioni attivato in AOU, dal momento in cui è iniziata l'emergenza SARS-CoV-2, ha determinato la chiamata in servizio di una quota consistente di infermieri formati presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Grazie alla sinergia tra AOU di Modena UNIMORE è stato possibile programmare l'assunzione, tramite agenzia interinale, di personale neolaureato dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in tempi rapidi, consentendo l'inserimento in Azienda, nei giorni immediatamente seguenti alla proclamazione. In particolare, a partire da marzo, sono stati assunti 50 infermieri laureati nel 2020 presso l'Ateneo e di questi una trentina -particolarmente motivati- sono stati inseriti direttamente nelle terapie intensive. “Il contributo dei medici in formazione – hanno aggiunto il prof. Massimo Girardis, Direttore della Terapia Intensiva del Policlinico di Modena e la dottoressa Elisabetta Bertellini, Direttore della Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile – è sempre importante, ma è stato addirittura fondamentale in questi mesi. Non è stata solo un’esperienza formativa di alto livello, ma soprattutto un’esperienza umana incredibile per tutti noi. Anche noi ci uniamo all’augurio che tutti si possa trascorrere buone feste, mantenendo la massima attenzione alle precauzioni perché queste feste trascorrano serene e non abbiano conseguenze negative in seguito. Uniti possiamo vincere, se ci muoviamo da soli rischiamo di perdere questa battaglia”. I medici in formazione in Anestesia e Rianimazione hanno operato in affiancamento con anestesisti e rianimatori esperti, unendo in modo virtuoso energia ed esperienza. La scheda tecnica dell’HUB Regionale Modena rientra tra le 6 strutture regionali – le altre sono a Rimini, Bologna e Parma - sempre disponibili per pazienti, Covid e non, di tutto il Paese, realizzata grazie al progetto della Regione e del ministero della Salute. Si è trattato di un investimento complessivo, tra Lavori e Attrezzature Biomediche, di quasi 13 milioni di euro (4.634.292 per l’Ospedale Civile, 8.284.288 per il Policlinico di Modena), la cui copertura è stata garantita da un mix di risorse statali e regionali oltre che da donazioni ricevute dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. Entrambe le strutture – sia quella dell’Ospedale Civile sia quella del Policlinico - sono realizzate mediante l’installazione di moduli prefabbricati nelle adiacenze dell’ospedale, in aree facilmente accessibili. Questi edifici si definiscono prefabbricati perché realizzati a moduli, ma di fatto hanno la stessa qualità, sicurezza e comfort di una struttura tradizionale. Ogni posto letto è stato studiato nei minimi dettagli, nonostante l’emergenza in corso, per ottenere dal progetto il massimo della potenzialità. I dispositivi medici previsti (letto specialistico, ventilatori, monitor per parametri fisiologici, sistemi infusionali, emogasanalisi), tutti di ultima generazione, sono stati selezionati non solo per le elevate prestazioni diagnostico/terapeutiche ma anche per l’elevata predisposizione a funzioni informatiche avanzate, al fine di ricevere, esportare e condividere dati con le altre applicazioni ospedaliere. All’interno della terapia intensiva sono stati inoltre inseriti 4 box che consentono un completo isolamento dei pazienti con patologie particolari rispetto a quelli ricoverati nella struttura. Questa particolarità consentirà alla struttura, terminata la fase pandemica, di poter ospitare in tutta sicurezza pazienti con patologie infettive, isolandoli da quelli non infetti, caratteristica funzionale a un ospedale che è sede delle Malattie Infettive e Hub per le maxi-emergenze di tipo biologico e chimico.

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