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26 Settembre 2021

A Villavara di Bomporto commemorato il martirio della famiglia Zambelli

A Villavara di Bomporto commemorato il martirio della famiglia Zambelli, avvenuto il 27 marzo 1945. Partigiani, morirono in sette trucidati dalle Brigate nere

Scrive Elisa Zambelli

27.03.1945 – 27.03.2021
Oggi abbiamo scelto di commemorare la nostra famiglia, la famiglia Zambelli, unitamente alle famiglie degli altri partigiani uccisi dai nazifascisti. Insieme hanno combattuto nella stessa brigata, la Brigata Walter Tabacchi, tutti loro hanno onorato fino all’ultimo respiro l’ideale di libertà. Uomini e donne che scelsero di non accettare la dittatura e si misero al servizio della libertà, sino al prezzo più alto: il sacrificio della loro vita.
La nostra famiglia fu, nell’intera provincia di Modena, quella che pagò il sacrificio più alto per la suo convinta lotta partigiana, con l’uccisione di sette dei suoi 13 membri: Angelo Zambelli, Quinto Bozzali, Renato Zambelli, Floriano Zambelli, Fabio Pellacani, Caterina Bavieri e Iride Zambelli, uccise proprio qui, davanti a questa porta, la notte del 27 marzo di 76 anni fa.
Vorrei ricordare anche chi ha combattuto ed è sopravvissuto, portando nel cuore quegli orrori e quel dolore per tanti anni: Tiberio Zambelli, Elda Panza e Irma Zambelli.
La Storia della Famiglia la conosciamo, per cui vorrei che ci soffermassimo sugli ideali, sulle emozioni provate in quel periodo di guerra, sebbene ai giorni nostri sia ancora di difficile comprensione. Forse in questo ultimo anno abbiamo avuto la possibilità di comprendere meglio cosa significhi limitare la propria libertà, non poter essere liberi di seguire la propria strada, i propri sogni, di spostarci, di incontrare liberamente le persone che vorremmo e con le quali ci piacerebbe vivere le nostre esperienze più belle di vita.
I nostri antenati sono eroi del nostro tempo, esempi di chi ha lottato per la libertà andando contro corrente, rifiutandosi di piegare la propria vita, il proprio pensiero, il proprio cuore alla follia nazifasista. Paragonandolo ad oggi, possiamo dire che , impegnandoci come stiamo facendo, nel rispetto delle regole, potremmo riuscire a sconfiggere questa oppressione, questa pandemia a differenza di quella massa di persone che antepone il proprio egoismo e interesse personale al bene dell’umanità.
E’ sempre più fondamentale ricordare a tutti noi questo, perché è parte del nostro patrimonio genetico, ognuno di noi, discendente di questa famiglia, porta dentro di sé queste informazioni e siamo noi Angelo, Elisa, Alice e Serena.
Ricordare qui oggi la strage nazifascista significa riaffermare che , delle due strade percorribili, qualcuno scelse di andare controcorrente a costo della propria vita. Anche noi, nel nostro piccolo, stiamo andando contro corrente nel rispetto delle regole a sacrificio momentaneo dei nostri sogni.
Oggi come allora, l’Italia si spaccò in due, le persone che sino a quel momento vivevano assieme si ritrovarono su due sponde opposte: allora chi al servizio del potere e dell’ordine nazifascista e chi, dall’altra parte ha lottato per la libertà a costo di perdere la propria vita. Pensiamo ai giorni nostri, a quei medici e infermieri stremati, a quelli deceduti a causa del Covid ricordandone lo svolgimento generoso, e a tratti eroico, del loro lavoro di tutti i giorni, vissuto come una missione. Hanno vissuto nell’incertezza, nel terrore della morte, talvolta anche nella certezza, ma hanno ugualmente seguito la propria missione fino all’ultimo respiro.
Il nostro DNA contiene le informazioni di quei spaventosi momenti di terrore e paura, di atroce dolore nel vedere le persone amate torturate e uccise, ma ricordiamoci soprattutto che contiene le informazioni di libertà, di forza nel combattimento, di strategie di guerra, di reazione alle ingiustizie, di instancabile resistenza, di condivisione dei propri ideali, di profondo amore e unità famigliare, di vittoria del bene sul male.
Elisa Zambelli – Commemorazione famigliare del 27-03-2021 – Via Case Sparse 38 – Villavara Bomporto
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