A Medolla una lapide in ricordo di Webben Facchini, bersagliere e partigiano
MEDOLLA - Nell’ambito delle celebrazioni in occasione del 25 aprile, dopo il tradizionale omaggio del sindaco ai cippi commemorativi (oggetto di un’operazione di recupero da parte del Comune), a Medolla domenica mattina è stata inaugurata, sulla facciata del teatro che porta il suo nome, una lapide in ricordo di Webben Facchini, bersagliere e partigiano medollese, ucciso nel 1945 alla vigilia della Liberazione.
Un progetto realizzato dal Comune di Medolla su proposta della sezione locale dell’ANPI, che alla cerimonia è intervenuta con il suo presidente Paolo Rocca, unitamente a Giuseppe Zavatta, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.
A prendere la parola, a nome della famiglia di Facchini, prima della scopertura della lapide, avvenuta mentre la tromba dei Bersaglieri suonava il Silenzio, è stata Ilva Bianchini, nipote di Webben Facchini. Presenti anche sindaca e vicesindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Dora Bordini e Federico Pivetti, che ha salutato i presenti con un breve intervento sull’importanza della Memoria per le nuove generazioni, concetto ripreso anche dal sindaco Alberto Calciolari nel suo discorso:
“Oggi portiamo a termine un progetto – ha commentato il primo cittadino – ma non finisce il nostro impegno, specie rivolto alle nuove generazioni, per trasmettere i valori fondanti della nostra Costituzione, quella di un Paese libero e democratico, che 76 anni fa si è liberato della dittatura”. A chiudere la cerimonia, prima del canto “Bella Ciao” intonato dai presenti, il ricercatore Fabio Montella, che ha letto un profilo biografico di Webben Facchini, al quale è dedicata anche una lapide di cui si era persa memoria, vicino al luogo dove fu ucciso, riscoperta pochi giorni fa dall’ANPI di Medolla.
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