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29 Novembre 2021

Policlinico, nuovo direttore di Gastroenterologia e di Nefrologia e Dialisi

MODENA- Volti nuovi al vertice di importanti strutture del Policlinico di Modena.

Dal 1° novembre il professore Antonio Colecchia è il nuovo direttore della Gastroenterologia del Policlinico di Modena – dove ha raccolto il testimone della professoressa Erica Villa – e il professore Gabriele Donati è il nuovo direttore della Nefrologia e Dialisi, dove ha sostituito il professore Gianni Cappelli.

Con l’arrivo del professore Colecchia e del professore Donati – ha spiegato il direttore generale dell’Aou di Modena, dottor Claudio Vagnini – sono sei i nuovi direttori che abbiamo presentato quest’anno. Oltre a loro, infatti, abbiamo presentato il dottor Andrea Montis in medicina Riabilitativa, il dottor Giuseppe Pezzuto in Pronto Soccorso, il dottor Stefano Panareo in Medicina Nucleare e il prof. Daniele Marchioni in Otorinolaringoiatria. Inoltre, sono andati in pensione il professore Uliano Morandi di Chirurgia Toracica, per ora sostituito ad interim dalla professoressa Roberta Gelmini. Insomma, questo 2021 è stato anno di forte rinnovamento nel quadro dirigenziale della nostra Azienda, che sta dimostrando di poter evolvere pur mantenendo la continuità con la sua tradizione. Sia la Gastroenterologia che la Nefrologia partecipano, rispettivamente per il fegato e i reni, all’attività del Centro Trapianti che vede la nostra Azienda all’avanguardia, grazie anche alla grande esperienza nella chirurgia robotica. A loro va il mio augurio di buon lavoro. Un caloroso ringraziamento e un grande saluto vanno alla prof.ssa Villa e al professore Cappelli, due figure storiche della nostra Azienda e due professionisti quotati a livello nazionale e internazionale. Erica Villa è una delle più importanti esperte di fegato a livello mondiale, mentre Gianni Cappelli ha inaugurato, il 13 ottobre 1998, l’attività di trapianto di rene, insieme all’allora primario professore Alberto Albertazzi. Sono convinto che i due nuovi direttori sapranno raccogliere la loro eredità e guidare le loro strutture attraverso le prossime sfide per garantire ai nostri cittadini le migliori cure possibili”.

“Come presidente di Facoltà -aggiunge il professore Giorgio De Santis – desidero dare il ben venuto ai nuovi colleghi, che avranno anche il compito di insegnare ai nuovi medici, e ringraziare calorosamente la professoressa Villa e il professore Cappelli per quanto hanno saputo fare in questi anni dal puto di vista clinico, didattico e di ricerca. Sono convinto che il professore Colecchia e il professore Donati sapranno proseguire il lavoro con altrettanta determinazione”.

Sia la professoressa Villa, sia il professore Cappelli continueranno la propria attività di ricerca in Unimore, mettendo la propria esperienza al servizio di diversi importanti progetti”.

“Per me è un grande onore essere qui al Policlinico di Modena, in una delle realtà nel campo delle malattie dell’apparato digerente più apprezzate a livello nazionale ed internazionale – ha commentato il professore Antonio Colecchia, direttore della Gastroenterologia – La sua fama è il frutto di una intensa attività dei mei illustri predecessori dal professore Mario Coppo, al professore Federico Manenti e alla professoressa Erica Villa che con intenso lavoro e abnegazione oltre che a scelte oculate e lungimiranti hanno reso questa realtà una delle più importanti nel panorama nazionale e internazionale. I miei obiettivi a breve e medio termine si inseriscono in questa consolidata tradizione. La creazione di una rete a livello provinciale per il reclutamento dei pazienti epatopatici e il management dei pazienti con emorragia digestiva da varici esofagee andrebbe nella direzione avviata dai miei illustri predecessori. Qui al Policlinico, infatti, vi è una consolidata esperienza medica ed infermieristica sulla gestione di queste patologie. Altro punto fondamentale è la gestione del paziente con epatopatie alcoliche e da accumulo di grasso (steatosi), patologie in notevole incremento.
Queste epatopatie prevedono una forte sinergia tra specialisti e servizi del territorio, utile per una più efficace gestione di questi pazienti e per l’individuazione di quelli più a rischio. Dal punto di vista scientifico, uno dei temi di ricerca che mi preme portare avanti è proprio quello sulla steatosi non alcolica (NAFLD) attraverso studi clinici e di ricerca di base/genetica. Altro importante filone di ricerca da consolidare è quello sulle patologie vascolari del fegato e sulla emodinamica epatica in pazienti affetti da cirrosi od ipertensione portale idiopatica (PSVD) attraverso sia metodi mini- invasivi come la valutazione del gradiente pressorio porto-epatico (HVPG) sia non invasivi come la elastografia epato-splenica. Altra importante patologia gastrointestinale di grande interesse sono le malattie infiammatorie intestinali (IBD) su cui effettuare studi sia spontanei che di tipo profit di fase II-III ed eventualmente anche in fase I sui nuovi farmaci biologici. Attivare collaborazione con altri centri IBD italiani e internazionali allo scopo di consolidare il nostro Centro come punto di riferimento a livello nazionale. Una collaborazione naturale per noi è quella con il Centro Trapianto di Fegato sia per la valutazione dei pazienti prima del trapianto che nel follow-up post trapianto”.

“Sono onorato di essere qui – ha aggiunto il professore Gabriele Donati, direttore della Nefrologia e Dialisi – in un centro prestigioso e dalla lunga tradizione. Il mio primo obiettivo è la prosecuzione e l’ampliamento dell’attività di Trapianto di rene per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica grazie alle nuove possibilità della trapiantologia: il trapianto da donatore vivente, il trapianto prima della dialisi, il trapianto da donatore ABO incompatibile, il trapianto cross-over. In secondo luogo, il rafforzamento del ruolo della Nefrologia del Policlinico di Modena come centro nell’ambito dei percorsi nefrologici e dialitici della Provincia. In terzo luogo, l’attività di ricerca per offrire ai pazienti nefropatici le terapie più innovative in ambito di Nefrologia, Dialisi e Trapianto di rene. Ultimo ma non ultimo obiettivo è investire nella crescita professionale di tanti giovani medici che hanno scelto la Scuola di Modena per la loro formazione specialistica”.

Antonio Colecchia
Classe ’58, nato a Foggia, il professore Colecchia, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso l’Università degli Studi di Bologna. Già professore a contratto presso la Gastroenterologia dell’Università di Bologna e successivamente presso la Gastroenterologia dell’Università di Verona. Dal novembre del 2021 è professore ordinario di Gastroenterologia presso Università di Modena e Reggio Emilia. Ha lavorato dapprima presso UOC Gastroenterologia Policlinico S. Orsola Bologna come dirigente di II livello, successivamente come direttore UOC Gastroenterologia, presso AOUI Verona.

Esperto in malattie epatobiliari, in particolare epatopatie croniche avanzate con management dei pazienti cirrotici nelle fasi pre e post trapianto di fegato. Ha effettuato studi clinici sull’epatocarcinoma e sulle complicanze dell’ipertensione portale. Si è interessato di patologie biliari ed ha condotto uno studio epidemiologico sulla malattia litiasica (MiCol), considerato il più numeroso nel settore (oltre 30000 soggetti).

Pioniere a livello internazionale dello sviluppo dei metodi non invasivi, in particolare l’utilizzo della elastometria (strumento che valuta la rigidità degli organi), nella gestione delle malattie del fegato. Ha indagato e pubblicato per la prima volta al mondo la correlazione tra elastometria splenica e ipertensione portale e studiato il suo ruolo predittivo nelle complicanze della cirrosi, contribuendo all’ingresso della elastometria splenica nelle linee guida della società europea dello studio del fegato (EASL). Ha scoperto e pubblicato per la prima volta, in campo ematologico, che l’elastometria epatica poteva predire lo sviluppo di una grave complicanza del trapianto di cellule staminali chiamata Malattia Veno occlusiva Epatica (VOD) così da favorire un trattamento specifico precoce tale ridurre la mortalità.

Per queste ricerche è stato invitato come esperto in numerosi centri ematologici italiani e stranieri (Europa e Canada) ed è coordinatore di uno studio multicentrico nazionale. Si è inoltre interessato alle patologie del tubo digerente, in particolare della malattia diverticolare contribuendo alla stesura delle linee guida italiane. Ha pubblicato 157 articoli, sottoposti a peer-review, su riviste scientifiche internazionali indicizzate H- index (Scopus): 40.

Gabriele Donati
Il professore Gabriele Donati ha 51 anni, è nato a Rimini, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Nefrologia all’Università di Bologna. E’ stato fino ad oggi titolare della Struttura semplice denominata “Coordinamento delle attività nelle aree intensive e di dialisi” della U.O. Nefrologia Dialisi e Trapianto del Policlinico S.Orsola diretta dal professore Gaetano La Manna.

L’attività clinica del professore Donati si è svolta principalmente in ambito dialitico e in ambito trapiantologico.

Nell’ambito della ricerca scientifica il professore Donati ha sviluppato originali progetti rivolti alla modernizzazione delle tecniche dialitiche con lo studio di nuove membrane da utilizzare per i pazienti nefropatici e la messa a punto di innovativi dializzatori per pazienti epatopatici ed emato-oncologici.

Il professore Donati è autore di circa 80 articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.

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