Coordinamento cispadano No autostrada e Comitato No Bretella: “Comportamento compagine societaria di Autobrennero insostenibile”
Attraverso un comunicato stampa congiunto, il Comitato NO bretella –Sì mobilità sostenibile e il Coordinamento cispadano NO autostrada–SI strada a scorrimento veloce intervengono sui contrasti in Autobrennero spa tra soci pubblici e privati:
"Il 23 marzo 2020 l'AGCM - Autorità garante della concorrenza e del mercato – scrisse a proposito del rinnovo della concessione dell'A22 e dell'ennesima proroga a favore di Autobrennero Spa che era urgente “l'esigenza di rispettare i principi di concorrenza e di ricorrere a procedure competitive per garantire propensione agli investimenti e minori costi di gestione. Gli investimenti infrastrutturali possono essere meglio garantiti dalla gara al gestore più efficiente piuttosto che mediante il prolungamento della concessione esistente”. Il 30 novembre scorso il senatore D'Arienzo, eletto per il PD nel collegio di Verona, ha scritto che “i soci privati di Autobrennero hanno diffidato il Consiglio di Amministrazione ad aderire all'offerta di rinnovo della concessione con la modalità della finanza di progetto. Crediamo che questo sia il colpo mortale alla vicenda, non vedo alternative alla gara europea. A me pare che la governance pubblica della società sia in totale confusione. Sono passati 7 anni, considerato il tempo trascorso e i passi falsi compiuti sono finiti i margini della pazienza". Queste notizie sono l’ennesima prova di quanto sia ormai insostenibile il comportamento della compagine societaria di Autobrennero, della Regione ER e del Governo riguardo al rinnovo della concessione A22 e, di conseguenza, alla Bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana autostradale. Comportamento che produce enormi danni ai cittadini italiani e dell'ER sia dal punto di vista economico finanziario – come dice l'AGCM – che ambientale, perché distruttivo di un patrimonio verde irrecuperabile , che logistico , perché incapace di affrontare i nodi reali del traffico merci e di qualunque innovazione a favore della ferrovia. E non basta: abbiamo scoperto che il progetto esecutivo della Bretella non permette la costruzione delle infrastrutture per l'intermodalità allo scalo merci di Cittanova!!! Circostanza che ha dell'incredibile e che da sola giustificherebbe il licenziamento di tutti i sostenitori dell'opera. Per la Cispadana autostradale, invece, il Governo mette in Legge di Bilancio 200 milioni (oltre ai 279 della Regione che da soli sarebbero più che sufficienti per realizzare i tratti mancanti della strada extraurbana come i tratti esistenti e chiudere definitivamente la partita) a favore della soluzione autostradale certificando così quello che andiamo denunciando da anni e scritto nero su bianco anche nel Bilancio ARC: l’autostrada Cispadana non si sostiene economicamente. Dunque un “pozzo di San Patrizio” dove vengono e verranno buttati soldi pubblici. Vicende che mettono ancora una volta a nudo difficoltà e fumosità del quadro economico e procedurale, l'opposto di quanto euforicamente annunciato nelle settimane scorse anche a livello locale dopo l’approvazione del Decreto infrastrutture . Decreto voluto per evitare la gara pubblica dalla lobby autostradale - sempre liberista in casa d'altri, mai in Italia – e che dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, riconsegnare la gestione della A22 ad Autobrennero spa. Quello che ci preoccupa, e dovrebbe preoccupare ancora di più gli amministratori politici regionali e locali, è che la diretta conseguenza di tutta questo sarà l’ennesimo rinvio, comico se non fosse in danno dei cittadini, degli interventi annunciati sulla Cispadana e la Bretella. Problematiche che sarebbero state risolte da anni se una classe politica, refrattaria alle istanze che vengono dal territorio, avesse accolto le soluzioni alternative, più volte suggerite, dal Comitato e dal Coordinamento per le rispettive opere. Legarsi mani e piedi al rinnovo della Concessione A22 (ben sapendo che la gara fosse vinta non da Autobrennero né la bretella né la cispadana si farebbero più) è quanto più deleterio per risolvere concretamente i problemi viari del nostro territorio. Il quale ha bisogno, è bene sottolinearlo, di soluzioni a misura locale a cui possono rispondere opere non certo di tipo autostradale mentre per i collegamenti con il resto d’Europa è indispensabile rafforzare il trasporto su treno . Tratte ferroviarie come il collegamento degli scali di Marzaglia e Dinazzano o le tratte Parma-Poggio Rusco e Ravenna-Poggio Rusco. In mezzo servono poli per la intermodalità delle merci dei due sistemi ferro-gomma come ad esempio quello logistico intermodale di Cittanova (Mo) e il potenziale polo di Poggio Rusco. Questo se si vuole veramente rispondere alle sollecitazioni che ci vengono dall’Europa, dagli scienziati dell’IPCC-ONU, e da quel mondo giovane preoccupato per gli eventi drammatici dovuti ai cambiamenti climatici in atto".
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