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01 Luglio 2022

Aggressioni agli operatori sanitari, presidio di solidarietà al Pronto Soccorso di Carpi

CARPI – Dopo il terzo episodio di violenza in poco più di sette giorni all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Carpi, il sindacato Fp Cgil, il sindacato UILFPL MODENA e la Cisl intervengono con tre note stampa sul tema. Il sindacato Fp Cgil ha, inoltre, deciso di organizzare un presidio di solidarietà agli operatori sanitari domani, mercoledì 1° giugno, dalle ore 10 alle 12 proprio davanti al Pronto Soccorso di Carpi (via Guido Molinari, 2).

Di seguito, le due note stampa diffuse dai sindacati, in merito alle aggressioni ai danni di operatori sanitari avvenute al Pronto Soccorso di Carpi:

Fp Cgil:

“La Fp Cgil dice BASTA alle violenze e alle aggressioni contro gli operatori sanitari, serve tolleranza zero verso ogni forma di aggressione! Facciamo quadrato e siamo al fianco dei nostri operatori! La Fp Cgil ha già chiesto all’Ausl di poter incontrare al termine del presidio la direzione dell’ospedale Ramazzini”.

UILFPL Modena:

“Dopo il terzo episodio di violenza in poco più di sette giorni all’interno del Pronto Soccorso a Carpi, il sindacato UILFPL MODENA dichiara: «Solidarietà ai sanitari e Chiede di Incrementare le misure di prevenzione».
Il fenomeno delle aggressioni ai danni del personale sanitario ha raggiunto livelli intollerabili e non può essere affrontato solo con le parole o scaricando sugli operatori sanitari. È necessario implementare la presenza delle forze dell’ordine nelle strutture sanitarie modenesi.
Il problema deve essere affrontato in maniera sistemica dalle aziende e dalle istituzioni, agendo sui determinanti sociali ed organizzativi che lo provocano. I fattori di rischio sono numerosi, dall’aumento di disagio diffuso nella popolazione al ridotto numero di personale che spesso si traduce, durante i momenti di maggiore attività, nella presenza di pochi operatori a contatto con il paziente, alle conseguenti lunghe attese nelle zone di emergenza o nelle aree cliniche, con possibilità di favorire nei pazienti e negli accompagnatori uno stato di frustrazione per l’impossibilità di ottenere subito le prestazioni richieste. Negli ultimi cinque anni al primo posto della classifica dei luoghi maggiormente colpiti dalla violenza troviamo i Pronto soccorso e i Servizi della Salute Mentale ma le aggressioni e gli atti di violenza non risparmiano i reparti di degenza, gli ambulatori e gli sportelli. Esiste comunque una difficoltà a reperire dati completi perché spesso le denunce avvengono solo nel momento in cui l’aggressione genera un infortunio. Più spesso, infatti, in caso di aggressioni verbali il lavoratore rinuncia erroneamente alla denuncia”.
L’episodio della notte di venerdì scorso, con lesioni a quattro professionisti: e’ ancora più preoccupante perchè l’Azienda si dice vicina a tutti gli operatori per questa ennesima aggressione verbale e fisica ma ammette che è sempre più difficile gestire queste situazioni, anche a causa della carenza di organico.
La UILFPL MODENA è da gennaio 2022 che lamenta la mancanza di personale e siamo contenti che adesso l’azienda ci dia ragione!
Aggressioni, burn out, stress lavoro correlato sono fenomeni che rappresentano le facce della stessa medaglia e che richiedono un forte salto culturale ed organizzativo per essere affrontati in maniera compiuta. Forse non basta la formazione di base che le Aziende Sanitarie Modenesi hanno messo in campo per tutto il personale ma è necessario investire sulla Formazione Intensiva per il riconoscimento e controllo dei comportamenti ostili e aggressivi, ma è altrettanto fondamentale – auspicare la realizzazione di un nuovo modello di sanità che vada finalmente verso la piena presa in carico delle persone – anche impiegando le giuste risorse di lavoratori!
Come UIL FPL chiediamo con urgenza che l’Azienda Usl attivi il Risk manager e il Servizio di Prevenzione e protezione per un’analisi approfondita delle circostanze e per la valutazione dei provvedimenti più opportuni da intraprendere.
I sempre più frequenti episodi di violenza provocano negli operatori una forte percezione di pericolo con molteplici effetti collaterali come ansia, rabbia, senso di ingiustizia, sfiducia nei confronti delle istituzioni aziendali e della dirigenza.
LA UIL-FPL esprime Solidarietà ai sanitari E chiede di Incrementare le misure di prevenzione.
 Se poi non si interviene immediatamente anche con una seria e strutturata politica assunzionale, e non solo con provvedimenti emergenziali, Ospedali e Servizi Territoriali non potranno essere sicuri senza il personale minimo da garantire.
Gli Operatori Sanitari non sono nemici né tantomeno bersagli ma alleati competenti dei cittadini.
“Episodio intollerabile. Solidarietà ai lavoratori aggrediti. Subito un piano per la sicurezza”, commenta il sindacato. “Basta far finta di niente, stop immediato alla violenza sui posti di lavoro. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza ai quattro lavoratori aggrediti e a tutto il personale dell’ospedale Ramazzini di Carpi. Chiediamo subito un piano con misure concrete per la sicurezza.
“La condizione che si trova a vivere chi lavora nelle aziende ospedaliere e sanitarie è drammatica. Come UIL-FPL insistiamo su questo tema: la sicurezza sul lavoro non è negoziabile “Stiamo assistendo ad una vera e propria escalation di aggressioni e violenze. Questo è inaccettabile per i lavoratori e per le loro famiglie. Ma anche per i cittadini che si rivolgono al Ssr. Consentire agli operatori di lavorare in sicurezza e serenità deve essere la priorità di ogni datore di lavoro. E bisogna fare di tutto per garantirla”.
La Politica insieme alle Direzioni Sanitarie devono prendere provvedimenti per la tutela dei lavoratori e Noi pretendiamo una risposta immediata: occorrono subito misure di prevenzione e un piano per la sicurezza di tutti i lavoratori della Sanità”.
Cisl:

«La violenza non è mai giustificabile, sia verbale che fisica, ma è chiaro che al Pronto soccorso di Carpi ci sono carenze organizzative che acuiscono il problema».

Lo afferma Alfonso Bracigliano, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, dopo le recenti aggressioni a infermieri e medici del Pronto soccorso dell’ospedale Ramazzini di Carpi.

«Chi ha paura lavora male. Quello della violenza è un problema molto sentito dai lavoratori della sanità e noi sindacati riceviamo spesso segnalazioni che rivelano un clima inaccettabile per chi deve assistere e curare i cittadini – dichiara Bracigliano – Il fenomeno ha superato il livello di guardia in tutta Italia.

A Carpi, però, le difficoltà sono aggravate da problemi organizzativi derivanti da carenze di risorse umane e tecniche. Non a caso al Pronto soccorso del Ramazzini è in corso da anni un vero e proprio fuggi-fuggi. Infermieri e medici chiedono il trasferimento in altri reparti e ospedali. Siamo a conoscenza di medici che, non avendo ottenuto il trasferimento, si sono dimessi. La situazione è ingestibile e l’Ausl appare incapace di affrontarla, al punto che abbiamo chiesto un incontro urgente al direttore generale Brambilla».

Tornando alle aggressioni, per il sindacalista della Cisl servono efficaci misure a tutela degli operatori sanitari. Le azioni di contrasto messe in campo negli ultimi anni sono apprezzabili, ma evidentemente non bastano.

«Le aziende sanitarie, la cui missione è garantire il benessere fisico, psichico e sociale dei cittadini, hanno lo stesso dovere nei confronti dei propri dipendenti – ricorda Bracigliano – Sono necessari modelli organizzativi univoci che facilitino la prevenzione degli episodi violenti, partendo dai punti più esposti: Pronto soccorso, 118, servizi di psichiatria.

I lavoratori non devono sentirsi soli. Bisogna formare il personale nella gestione di situazioni critiche, assicurare supporto psicologico a chi ha subito aggressioni fisiche e/o verbali, incoraggiare i lavoratori a segnalare prontamente gli episodi e – conclude il sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – facilitare il coordinamento tra aziende, sindacati e autorità di pubblica sicurezza per debellare definitivamente un fenomeno dannoso per l’intera comunità».

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