Economia, Modena frena: cala il pil e sale l’inflazione
Nel 2022 il Pil modenese crescerà meno del previsto, mentre l’inflazione aumenta. In compenso, ci sono più imprese che esportano e più occupati. Sono contrastanti le prospettive dell’economia modenese illustrate al consiglio generale della Cisl Emilia Centrale dal direttore del centro studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli.
Secondo l’economista, nel 2022 il prodotto interno lordo a Modena crescerà del 3,1% (stima aggiornata ad aprile), oltre due punti percentuali in meno rispetto alla previsione di gennaio (5,3%). Questo calo è dovuto principalmente alla guerra russo-ucraina, che in Emilia-Romagna ha avuto un impatto negativo di 1,7 punti percentuali in termini di minor crescita del valore aggiunto, equivalenti a circa due miliardi di euro.
Preoccupa, poi, l’inflazione: a maggio a Modena era al +7,1%, a giugno addirittura all’8,2, un valore che non si registrava dal 1985. Del resto le imprese manifatturiere devono fare i conti con un aumento medio del 28,5% dei prezzi dell’energia, +23,1 per le materie prime e +17% per i semilavorati. A Modena il fatturato del primo trimestre 2022 cresce nel manifatturiero (+12,1%), costruzioni (+3,8) e commercio (+4,5%).
Sempre a marzo risultavano in aumento gli occupati (+1,5%) rispetto a marzo 2021, ma continua il calo dei posti di lavoro tra le donne (-0,8) e i giovani (-0,5). Tra le attività in cui l’occupazione è aumentata di più nell’ultimo anno ci sono la pulizia specializzata di edifici e impianti industriali, le agenzie di lavoro temporaneo e l’assistenza infermieristica nelle strutture per anziani. Tra quelle, invece, in cui è diminuita troviamo l’installazione di impianti, i supermercati e la fabbricazione di macchine.
Il problema resta, comunque, il fatto che rispetto a prima della pandemia abbiamo 11.660 addetti in meno, pur con 351 imprese in più tra marzo 2022 e marzo 2019. Infine, la cassa integrazione guadagni. Tra gennaio-maggio 2022 e lo stesso periodo dell’anno scorso cala complessivamente del 78%, anche se quella straordinaria è quasi quintuplicata.
Caselli ha tracciato anche le traiettorie dello sviluppo economico e sociale nella nostra provincia. Maranello, S. Cesario sul Panaro e Modena sono i primi Comuni per dinamismo, prosperità, anti-fragilità, persone, imprese, competitività, ecosistema e robustezza. In generale pianura e pedecollina hanno uno sviluppo alto o medio-alto, mentre la montagna conferma le sue storiche difficoltà, con uno sviluppo medio-basso.
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