Ospedale di Mirandola, l’Ausl: “Reparto Covid necessario per dare assistenza ai malati del territorio”
LEGGI ANCHE:"L’Azienda USL ha sempre condiviso con i comuni l’avanzamento delle progettualità sull’Ospedale di Mirandola, tramite incontri periodici con i sindaci nel Comitato di distretto, progettualità che non si sono mai fermate, come dimostrano ad esempio i bandi per il nuovo direttore del Pronto soccorso - la cui nomina sarà comunicata a breve - e per il direttore della Pneumologia, già pubblicato. Per la realizzazione della Medicina d'urgenza e della Subintensiva pneumologica multidisciplinare, la procedura di affidamento lavori è in corso e per l'esecuzione delle opere si stima l’inizio lavori nel mese di settembre con una durata di circa 6/7 mesi.
L’area per l’accoglienza dei pazienti covid è assolutamente necessaria – come mostrano i dati epidemiologici e le scelte organizzative aziendali che investono l’intera rete ospedaliera provinciale e come confermato dalla nota ministeriale emanata ieri sul "potenziamento misure organizzative in risposta all'incremento della domanda di assistenza ospedaliera" – per dare appropriata assistenza ai malati del territorio mirandolese, covid e non covid, garantendo a tutti la massima sicurezza possibile. La scelta si è rivelata talmente corretta che attualmente, a causa dell'alta incidenza di positività riscontrata in sede di ricovero, l’area ospita già 14 pazienti, limite massimo di ricettività.
La rimodulazione dell'area omogenea chirurgica anticipa solo di alcune settimane la tradizionale riduzione estiva in virtù della diminuzione delle attività (e necessaria per assicurare il fondamentale periodo di ferie a tutti i professionisti) e non incide assolutamente sulla capacità di garantire l'attività chirurgica programmata ed urgente nei volumi e nei tempi stabiliti.
Non c'è stata mai alcuna minimizzazione da parte dell'AUSL rispetto alla carenza di personale, sia medico che infermieristico, che colpisce numerosi contesti aziendali sia in provincia di Modena che ne resto del Paese. In tutti i tavoli istituzionali le azioni intraprese (tramite diverse forme di reclutamento, tutte percorse, e riorganizzazioni interne), sono sempre state oggetto di aggiornamento e condivisione, a testimonianza della volontà dell’Azienda di continuare a garantire i servizi. Proprio il ricorso a bandi esterni, che non sono né i primi in regione né nel resto d’Italia, conferma che la situazione di difficoltà non riguarda solo il Santa Maria Bianca.
Un’ultima precisazione sul funzionamento dell’assistenza, a rassicurazione dei cittadini mirandolesi: i malati non covid non vengono “dirottati” altrove ma assistiti in base alle loro condizioni cliniche o nei reparti del Santa Maria Bianca, accuditi dal suo personale o, come sempre accaduto, anche in altre strutture della rete modenese, nel contesto ritenuto più appropriato".
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