“No ai rigassificatori, sì alle rinnovabili”, manifestazione a Ravenna
Con i due co-portavoce regionali Silvia Zamboni e Paolo Galletti e con attivisti ed eletti ed elette provenienti da tutto il territorio regionale, oggi, 6 maggio, i Verdi-Europa Verde Emilia-Romagna parteciperanno alla manifestazione nazionale a Ravenna Per la giustizia climatica liberiamoci dal fossile
“Non è di rigassificatori in funzione per 25 anni – per di più sostenuti da sussidi di fonte governativa – che ha bisogno il nostro Paese. Nell'inverno appena trascorso abbiamo addirittura esportato gas all'estero. L’Italia invece deve e può diventare l’hub delle rinnovabili, altro che hub europeo del gas come invece vuole il governo Meloni”, dichiarano Paolo Galletti, co-portavoce regionale di Europa Verde e Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.
“Le devastazioni e gli allagamenti di questi giorni causati da piogge torrenziali che facevano seguito a mesi di siccità dovrebbero aver aperto gli occhi anche ai più ostinati negazionisti: i cambiamenti climatici sono già in corso. Bisogna quindi accelerare la fuoriuscita dall’era fossile, e non continuare ad investire su queste fonti”.
“Negli anni ’80, grazie anche ai Verdi, a Ravenna si scelse di non fare la prevista centrale a carbone e di alimentarla invece a gas metano, come avvio della transizione verso l’uso delle rinnovabili che allora in Italia (non in California) compivano i primi passi. A quarant'anni di distanza le rinnovabili sono tecnologicamente più che mature ed economicamente più convenienti, visto che sole e vento li abbiamo gratis”, sottolineano Galletti e Zamboni.
“Ma mentre il governo Draghi ha accordato procedure accelerate per autorizzare il rigassificatore di Ravenna, a rischio di irregolarità che ora sono oggetto di una interrogazione parlamentare del deputato di Europa Verde Angelo Bonelli, per il parco eolico di Rimino e quello eolico-solare di Ravenna si è ancora in stand-by. Ravenna deve liberarsi dalla dipendenza dall’economia Oil&Gas dettata dall’Eni. Ora è possibile completare la transizione energetica iniziata 40 anni fa e voltare definitivamente pagina grazie alle fonti pulite e rinnovabili. Fossilizzarsi su Oil&Gas non ha futuro. Guardiamo alla Germania, prima potenza in Europa, che al 2030 vuole produrre l’80% di energia da rinnovabili!” aggiungono Galletti e Zamboni.
“In questo contesto, appare ancor più grave la decisione dell’ultima ora di Comune e Prefettura di modificare il percorso del corteo di domani facendolo scorrere in strade secondarie, poco frequentate, e con il divieto di concludersi, come previsto, in Piazza del Popolo. Una decisione che assume i connotati di una esplicita prevaricazione del diritto a manifestare. Avere paura di chi sostiene sole e vento è però anche dimostrazione di arretratezza culturale e di grande miopia politica. Come Verdi, oggi come ieri e domani continueremo a batterci per le tecnologie a zero CO2 e zero inquinanti atmosferici. Ce lo chiedono l’emergenza climatica, la nostra salute, il futuro delle nuove generazioni”, concludono Galletti e Zamboni.
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