Appunti di gusto | Tutto quello che c’è da sapere del caffè freddo e delle sue varianti
di Francesca Monari
Lungo, corto, macchiato o freddo. C’è poi lo shakerato - diffusissimo nel nord Italia - dove viene shakerato a temperatura ambiente con ghiaccio e zucchero e servito subito. Ed ecco che la tazzina energetica più amata degli italiani si trasforma per l’estate!
Stando a un po’ di ricerche storiche, l’origine sarebbe in Francia con il Mazagran, dal nome della legione dei soldati francesi in Algeria. E anche se il caffè freddo non nasce a casa nostra, i primi ideatori italiani di questa bevanda sono i Quarta, una famiglia originaria del Salento.
Le varianti sono infinite. A voi alcune delle versioni più cool:
Il caffè nuvola – Per prepararlo vi basterà frullare e montare insieme ghiaccio caffè e zucchero. È la bevanda ideale per iniziare una calda giornata ma è perfetta anche da sorseggiare nei pomeriggi estivi o al posto del classico caffè dopo pasto.
La crema al caffè - Anche questa ricetta nasce in estate. Più precisamente in un’estate napoletana di fine Ottocento, quando le donne partenopee inventarono un modo goloso per non rinunciarvi anche quando il caldo torrido arrivava a temperature insostenibili. E così, lavorando il latte arricchito con lo zucchero e unendolo al caffè, riuscirono ad inventare una crema da servire fredda.
Il cold brew coffee - Questo termine significa "caffè infuso a freddo". Il cold brew si ottiene mescolando la polvere di caffè con l'acqua fredda - gli esperti consigliano di utilizzare acqua filtrata e morbida - e lasciando riposare il tutto a temperatura ambiente per circa 12 ore. Durante questo intervallo di tempo tutti gli aromi vengono trasferiti all'acqua. Trascorso il tempo di infusione il caffè viene filtrato e gustato.
E siccome del caffè non si butta via niente, sarà sufficiente mescolare i fondi con dell’olio di mandorle, di cocco o di oliva e aggiungere un po’ di zucchero di canna per avere un ottimo scrub!
Sapevi che anche le api amano il caffè?
Il legame tra api e caffè è più profondo di quanto si possa immaginare. Secondo uno studio della Rainforest Partnership i cambiamenti climatici che stanno portando ad un’importante riduzione del numero di questi utili insetti, potrebbero mettere a rischio la produzione mondiale delle preziose bacche di caffè. Le piantagioni impollinate dalle api hanno una produzione superiore del 25% e bacche più grandi e uniformi, qualità che hanno un effetto sia sul gusto della bevanda finale che sul prezzo del caffè a livello internazionale.
Sapevi che c’è chi ha messo la nera bevanda al centro di più storie?
Si chiama “Senza zucchero. Tredici racconti in odore di caffè” ed è curato da Salvatore Ferlita.
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