Dengue, il professor Burioni: “Unico modo per evitarla è fare sempre disinfestazione. Sempre”
Mentre a Cavezzo si è arrivati a registrare ben 35 casi, e altri sospetti sono allo studio nella Bassa, dove contagi da Dengue si sono avuti anche a Bomporto, e a Mirandola, il professor Burioni interviene sulla questione con parole chiarissime: l'unico modo per evitare il diffondersi di questa terribile malattia è fare disinfestazione: la lotta alle zanzare deve esser continua.
Il professore, Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, parla di Dengue la malattia trasmessa all’uomo dalla puntura delle zanzare della specie Aedes e scrive:
Il colera si trasmette per via oro-fecale (fa schifo, ma è così: delle feci devono arrivare in bocca). Abbiamo un vaccino (non efficacissimo) ma il colera è stato sconfitto non con il vaccino, ma costruendo fogne adeguate e mettendo a disposizione della gente acqua potabile.
Anche contro la tubercolosi abbiamo un vaccino (non efficacissimo). Ma da noi la tubercolosi è quasi scomparsa non grazie al vaccino, ma individuando le persone contagiose (vi ricordate da bambini la schermografia a scuola?) e trattandole adeguatamente.Allo stesso modo contro la dengue abbiamo un vaccino (non efficacissimo, con una pessima esperienza con un vaccino precedente che non solo non proteggeva, ma favoriva nei vaccinati l'insorgenza di una malattia più grave) ma non è utilizzabile per prevenire la diffusione della malattia. Per prevenire la diffusione della Dengue bisogna limitare al massimo la presenza delle zanzare tigre. Questo significa, in concreto, non mettersi a disinfestare solo dopo la scoperta di un caso sintomatico, perché è come allacciarsi le cinture dopo un incidente.
La lotta alle zanzare deve essere fatta SEMPRE e deve cominciare con mezzi adeguati in primavera, in modo che non si possano sviluppare casi autoctoni. Se poi - per un qualunque motivo - si decide di non farla questa è una scelta politica, e non ci si può lamentare delle conseguenze sia sanitarie, sia economiche, dell'insorgere di importanti focolai epidemici (quello di Fano è il più grande mai verificatosi in Europa), che sono previsti e prevedibili.
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