Liceo Steam a Carpi, Giovani Democratici: “Ulteriore arretramento del pubblico a favore del privato”
CARPI - Nota stampa dei Giovani Democratici di Terre d'Argine in merito alla notizia dell'apertura di un Liceo STEAM a Carpi:
"La notizia dell’apertura di un Liceo STEAM a Carpi, ospitato nei locali del Tecnopolo Unimore, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, rappresenta un ulteriore passo verso la svalutazione del patrimonio pubblico nel nostro Paese, dalla sanità all’istruzione. Carpi non ha bisogno di promuovere ed aiutare la nascita di scuole d’élite per pochi e con rette da 6.000 euro l’anno; ha bisogno di un’istruzione pubblica di qualità che formi cittadini consapevoli e capaci di affrontare le sfide che il futuro offre sia dal punto di vista lavorativo che sociale, non semplici risorse per il mercato del lavoro. Siamo chiaramente favorevoli agli investimenti nelle STEM, soprattutto se volti a promuovere una maggiore presenza femminile in questo ambito, ma riteniamo che qualsiasi impegno debba prioritariamente rafforzare l’istruzione pubblica e progetti di formazione post-diploma come l’ITS. Ci chiediamo come Unimore e la Fondazione Cassa di Risparmio possano giustificare l’uso di spazi pubblici e pagati con soldi pubblici per favorire l’istruzione privata, specie quando il sistema pubblico carpigiano, che rimane un’eccellenza del territorio, si trova in sofferenza, con classi sovraffollate e carenza di aule.
Ci risulta difficile comprendere come una simile concessione possa conciliarsi con un progetto di crescita e valorizzazione dell’istruzione pubblica, sia scolastica che universitaria, in un momento in cui il sistema pubblico soffre enormemente per i tagli subiti negli ultimi anni. Abbandono scolastico, impoverimento educativo, sovraffollamento delle classi e mancanza di spazi non si possono risolvere con scuole per pochi privilegiati (lo STEAM a Bologna, per esempio, ha circa una ventina di studenti per anno). Ovviamente Confindustria è libera di fare i suoi investimenti (anche lodevoli in casi come questo), ma può farlo tranquillamente senza sfruttare spazi pensati per l’istruzione pubblica. Di fronte a questa operazione, che sembra purtroppo in dirittura d’arrivo, non possiamo fare altro che augurarci in primis per lo meno che eventuali proventi ricavati da questa operazione possano essere reinvestiti nella loro totalità nell’istruzione pubblica; ed in secondo luogo che decisioni come queste, che riguardano il futuro degli spazi pubblici, della città e dei suoi studenti e studentesse vengano prese con il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e dei rappresentanti del mondo scolastico carpigiano".
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