Mirandola, minacce alla sindaca Budri: la lettera aperta di Giorgio Siena della lista “Mirandola 50mila”
MIRANDOLA - Pubblichiamo la lettera aperta di Giorgio Siena della lista "Mirandola 50mila", indirizzata alla sindaca Budri e alla maggioranza consigliare.
Gentilissima Sindaca Budri e consiglieri di maggioranza,
a pochi giorni dalla commemorazione del 29 maggio, giorno del terremoto che ha colpito Mirandola e il suo territorio, trovo stupefacente, e quasi infantile, che non troviate di meglio che denunciare una lettera anonima giunta in Comune e lanciarla alle opposizioni.
Ero il dirigente scolastico del Luosi-Pico nel 2012: tenevamo in piedi una scuola senza avere spazi, muri e laboratori, vivevo in una città sgomenta ma dove esisteva fiducia reciproca, concretezza, riconoscenza e comuni sentimenti di solidarietà.
Mai avrei immaginato che dopo 13 anni arrivassimo al totale smarrimento di valori e di lealtà, soprattutto in quel luogo strategico, per il presente e per il futuro, che è la politica.
Abbiamo alle spalle una campagna elettorale dove il Centro destra, cioè voi, ha sistematicamente violato le norme elettorali della par condicio che prevede l’obbligo dei candidati, i 30 giorni precedenti il voto, di astenersi da qualunque attività politica pubblica.
Ve ne siete fregati!
L’autorità di vigilanza AGCOM vi ha segnalati e la segnalazione compare, come macchia indelebile di slealtà, sul sito del Comune. Beh, naturalmente, appena possibile nascosta.
Poi la lettera anonima che avete portato sui social qualche giorno prima del ballottaggio, e francamente per evitare dubbi, sarebbe bastato aspettare qualche giorno che avvenisse il ballottaggio: io avrei fatto cosi!
In Consiglio Comunale ho chiesto spiegazioni delle indagini che Polizia, Carabinieri e chi altro non so, avrebbero fatto su questa lettera anonima che è arrivata fra il primo turno di voto e il turno di ballottaggio.
E nella interrogazione ho citato la frase “cui prodest” di Seneca, cioè quando accade un fatto coperto da anonimato occorre sempre chiedersi a chi giova!
Chi sa un po’ di microstoria sa che è ancora valido.
Può darsi che vi sia qualche idiota che pensa di esprimersi con lettere anonime e minacciose.
Mi è capitato di riceverne per 3 volte quanto svolgevo un lavoro di responsabilità pubblica, e il problema l’ho risolto cestinandole.
Se è una cosa seria sulla quale chi "di dovere" deve fare indagini e proteggere chi "si deve", farne denuncia social non serve e non aiuta le indagini, e se invece fosse qualche balordo, ignorarle è sempre la strada migliore, piuttosto che renderlo protagonista.
Io non scrivo lettere anonime, non ci casco e non sto al vostro gioco: fate le persone serie e finitela con questo ridicolo sciacallaggio!
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