Bellco, nessun macchinario trasferito in Thailandia: «Sono ancora tutti a Mirandola»
MIRANDOLA – Nessun macchinario di Bellco è stato trasferito in Thailandia o in altri stabilimenti: tutte le attrezzature utilizzate in passato dall’azienda risultano oggi ancora presenti nello stabilimento o nei magazzini di Mirandola.
È uno dei chiarimenti forniti dalla Plant Manager di Bellco Silvia Cimino e dal CEO di NorrDia Leo Ling dopo la presentazione della nuova fase industriale avviata nel sito mirandolese.
La questione non nasce dal nulla. La voce di un possibile trasferimento di macchinari in Thailandia circolava anche tra alcuni lavoratori e, considerando che una parte rilevante della struttura produttiva del gruppo è concentrata proprio lì, il collegamento era stato fatto quasi automaticamente: due più due.
Ma, almeno per ora, non è così. Cimino e Ling spiegano infatti che nessuna delle attrezzature Bellco è stata trasferita in Thailandia o in altri siti e che tutti i macchinari sono ancora a Mirandola.
La precisazione riguarda uno dei punti più sensibili legati alla riorganizzazione dell’azienda. La nuova proprietà chiarisce infatti che, fino ad oggi, non c’è stato alcun trasferimento all’estero degli asset produttivi di Bellco.
Ciò che è cambiato è invece l’orientamento dell’attività produttiva. Alcuni macchinari legati a produzioni considerate non più strategiche erano già inattivi prima dell’acquisizione di Bellco da parte di NorrDia e TianYi Medical. La nuova proprietà ha quindi scelto di concentrare investimenti e sviluppo sulle linee ritenute centrali per il futuro del sito.
«Si tratta di una diversa organizzazione e focalizzazione della produzione, non di un trasferimento all’estero degli asset produttivi di Bellco», spiegano Cimino e Ling.
Al momento, dunque, le attrezzature restano a Mirandola. La società sottolinea inoltre come continuino a rappresentare un patrimonio del sito anche le competenze, il know-how e l’esperienza maturati in oltre cinquant’anni di attività nel distretto biomedicale.
Bellco e Primabell, due società integrate
Un altro chiarimento riguarda il rapporto tra Bellco e Primabell, che insieme coinvolgono oggi poco più di cento persone.
Le due società mantengono identità e responsabilità distinte, ma fanno parte dello stesso progetto industriale e lavorano attraverso un’organizzazione fortemente integrata.
Primabell rappresenta oggi il cuore produttivo del sito di Mirandola e ospita l’intera produzione, oltre a gran parte delle funzioni direttamente collegate.
Bellco è invece concentrata sulle attività a maggiore contenuto tecnologico e sul rapporto con il cliente. Al suo interno sono presenti Ricerca e Sviluppo, Assistenza Tecnica e Customer Service, con il compito di sostenere l’innovazione dei prodotti e il servizio al mercato.
L’obiettivo dichiarato è quello di proseguire e sviluppare le competenze costruite da Bellco in oltre mezzo secolo di attività nel distretto.
La produzione si concentra sui filtri per le terapie acute
Oggi il sito di Mirandola è focalizzato soprattutto sulla produzione di filtri destinati alle terapie acute, settore nel quale lo stabilimento rappresenta un riferimento all’interno del gruppo.
La nuova fase industriale prevede anche il recupero e l’aggiornamento di una delle storiche macchine Bellco. Il progetto riguarda un intervento di redesign finalizzato a migliorarne efficienza e prestazioni e ad adeguarla alle nuove esigenze cliniche e di mercato.
La strategia dichiarata è quindi quella di valorizzare il patrimonio tecnologico già presente, affiancandolo a nuovi investimenti e allo sviluppo delle attività considerate strategiche.
Mirandola sarà centro di eccellenza europeo del gruppo
Nel nuovo assetto, il sito mirandolese è destinato ad assumere anche una funzione più ampia.
Mirandola diventerà infatti il Centro di Eccellenza Operations del gruppo in Europa, con il compito non soltanto di ospitare le attività produttive, ma anche di concentrare e coordinare competenze e funzioni chiave a supporto dello sviluppo industriale.
Una scelta che, nelle intenzioni della nuova proprietà, dovrebbe confermare il ruolo centrale del sito modenese nella strategia europea del gruppo.
«Segnali positivi all’interno dello stabilimento»
Secondo Cimino e Ling, anche tra i lavoratori i primi segnali legati al nuovo percorso sarebbero positivi.
La direzione riferisce di un buon livello di coinvolgimento, sostenuto anche dai risultati raggiunti rispetto agli indicatori di performance fissati per lo stabilimento.
«Vedere il raggiungimento degli obiettivi e poter comprendere concretamente l’impatto del proprio contributo genera entusiasmo e fiducia», spiegano.
La proprietà sottolinea inoltre l’importanza della condivisione con il personale dei risultati e dell’andamento del sito, considerata uno strumento per costruire un clima più partecipato.
La verifica più importante arriverà ora dai prossimi passaggi del piano industriale: sviluppo delle produzioni, nuovi investimenti, occupazione e capacità di riportare innovazione tecnologica a Mirandola.
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