“Sei una nullità”, “Mi fai schifo”, il divieto di lavorare, le botte, la violenza: così per 17 anni – LA STORIA
MIRANDOLA E DINTORNI- Calci nello stomaco, botte e insulti. Sono solo alcuni dei terribili dettagli che emergono dai racconti delle donne che si rivolgono al Centro antiviolenza, servizio che a Medolla aiuta le donne della Bassa modenese vittime di violenza, che sia psicologica o economica, ma anche fisica. È il caso di una casalinga e madre di Mirandola che si è rivolta allo sportello per denunciare il marito.
Nell’articolo chiameremo questa donna Habeeba, nome fittizio. Stando alla sua testimonianza, l’uomo, con il quale è sposata da 17 anni, abusava di alcol regolarmente. La costringeva anche a fare la casalinga, proibendole di lavorare, “perché le donne devono restare in casa”. Spesso rincasava la sera arrabbiato, offendeva la moglie davanti ai figli con frasi orribili come “Sei una nullità”, “Mi fai schifo” e “Non sei neanche in grado di fare da mangiare” e in diverse occasioni la picchiava.
“Una volta mi ha tirato un posacenere in testa – dice Habeeba - In un’altra occasione mi ha trascinato fuori dalla cucina per i capelli e mi ha dato un calcio nello stomaco”. Queste le immagini terribili che emergono dalla testimonianza della donna e che raggiungono un ulteriore livello di orrore quando parla di come anche i figli sono rimasti coinvolti in questi maltrattamenti vergognosi. “Una volta – racconta - mio figlio più grande è intervenuto per difendermi. Mio marito ha preso a schiaffi anche lui”. In passato la donna non aveva mai trovato il coraggio per rivolgersi alle istituzioni o alle forze dell’ordine. Solo in un’occasione erano intervenuti i Carabinieri, allertati dai vicini di casa.
Viene da chiedersi, in una situazione come questa, se la famiglia originaria di lei non fosse intervenuta in qualche modo. Dalla denuncia della donna, pare proprio di no, sicuramente non in modo efficace. “Provate ad andare d’accordo, avete dei figli” questi i suggerimenti e le parole d’incoraggiamento che i parenti le avrebbero dato. Habeeba quindi ha chiesto soccorso al Centro antiviolenza, che ricordiamo è un servizio dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord gestito in coprogettazione dalla Cooperativa Sociale Gulliver e dall’Associazione Donne in Centro. Qui, una squadra di esperte operatrici l’ha presa in carico per violenza fisica e psicologica e violenza assistita su minori. Ci auguriamo di cuore che questa madre e i suoi figli possano trovare equilibrio e serenità.
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