Caso aMo, Platis (FI): “Due pesi e due misure. Direttore licenziato, amministratore graziato”
MODENA - “Due pesi e due misure nello scandalo AMO. Direttore licenziato, Amministratore graziato”.
Il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis, accusa: “Decreto ingiuntivo parziale, mancano all’appello oltre 47 mila euro. Prelievi in contanti e spese con carte di credito mai chiariti. Si prende atto della mancata volontà di verificare le spese di viaggi e di rappresentanza, oltre tutti i progetti europei. Si persevera con gli affidamenti diretti. Si fa rotolare la testa del direttore generale, mentre in una arringa ben poco celata Bosi difende il suo compagno di partito Reggianini”.
Secondo Platis, neppure il decreto ingiuntivo fotografa l’intero quadro: “È solo parziale, perché vi sono risorse significative che non sono state ritenute imputabili alla dipendente. Nel dettaglio – denuncia – parliamo di prelievi fatti direttamente in filiale da un amministratore AMO: 13.710 euro nel 2024 e altri 9.000 nel 2025. A ciò si aggiungono quasi 25 mila euro di pagamenti effettuati tramite POS. È bene ricordare che le carte di credito erano due: una intestata al direttore generale appena licenziato, ma mai utilizzata, e l’altra all’amministratore unico Reggianini, usata invece per un totale di 27 mila euro”.
“Trovo imbarazzante che il nuovo amministratore unico, chiamato a portare trasparenza e a garantire l’adesione ai protocolli delle associazioni più qualificate in materia di appalti pubblici, si presenti in conferenza stampa dando la parola a consulenti e incaricati di AMO – uno dei quali già operativo ad aprile 2025 – senza che vi sia alcuna traccia di tali incarichi nella sezione Amministrazione e Trasparenza del sito aziendale. AMO è una partecipata pubblica – conclude Platis – e come tale ha l’obbligo di pubblicare tempestivamente incarichi e consulenze, con importi e durata. Se questo è il buongiorno, è chiaro che si respira una preoccupante continuità tra la vecchia e la nuova amministrazione. Prima di scrivere regole 231 come annunciato da Bosi, servirebbe applicare l’ABC delle norme di trasparenza e di anticorruzione”.
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