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06 Novembre 2026
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DIG Festival, dal 24 al 28 settembre a Modena, il meglio del giornalismo e del pensiero critico da tutto il mondo

MODENA - È un punto di riferimento mondiale per reporter, inchiestisti, registi e produttori indipendenti e un'esperienza unica di approfondimento e informazione anche per il suo pubblico sempre più ampio e generalista: in dieci anni DIG Festival è diventato il più importante festival di giornalismo investigativo e di cultura contemporanea in Europa, con oltre 13mila presenze all'ultima edizione, la più partecipata di sempre. 

 

La nuova edizione di DIG Festival, dal 24 al 28 settembre, porta a Modena oltre 100 eventi in cinque giorni: il Festival offre le sue eccezionali rassegne cinematografiche, con la selezione del meglio dell'inchiesta, del reportage e del documentario a livello mondiale, sia video, sia audio. Durante DIG Festival si parlerà di genocidio e guerre, crisi climatica, estremismi e nuovi fascismi, diritti civili, criminalità organizzata, intelligenza artificiale, attacco alla libertà di informazione, attacco alla giustizia, il futuro di internet.

 
 
Sono previsti trenta talk pubblici con ospiti di primo piano nazionali e internazionali, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con realtà del giornalismo mondiale come BBC, Financial Times e JournalismFund. Tra gli ospiti confermati: lo scrittore e giornalista Marco D'Eramo; Louis Theroux, documentarista, giornalista e presentatore televisivo della BBC che presenterà il suo ultimo film realizzato in Cisgiordania; Djarah Kan, scrittrice; Oiza Q Obasuyi, saggista e esperta di diritti umani; l'autore ed esperto di estremismo di destra Valerio Renzi e il giornalista russo di opposizione Ilia Shumanov; lo scrittore Wu Ming 1. Il medico Maurizio Bini, direttore del centro di fertilità e di disforia di genere al Niguarda di Milano, sarà protagonista di un panel collegato alla proiezione del documentario dedicato al suo lavoro, GEN_ di Gianluca Matarrese, unico film italiano in concorso al Sundance Film Festival di quest'anno. Lotta alla mafia, stragi, depistaggi e revisionismi al centro dell'incontro con il senatore della Repubblica ed ex magistrato Roberto Scarpinato. Attesissimo poi il ritorno di Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, protagonista della lectio inaugurale del 2024; la sua presenza conferma l'attenzione che il Festival ha dedicato fin da subito al genocidio a Gaza, che anche quest'anno sarà al centro della programmazione, con momenti e film in anteprima. E ancora Stefano Feltri, Silvia Boccardi, Donata Columbro e i membri del direttivo di DIG: Alberto Nerazzini (presidente), Valerio Bassan (vicepresidente), Francesca Coin, Davide Fonda, Philip Di Salvo.
 
DIG è anche cinema e grandi documentari: per cinque giorni nelle sale dello storico Cinema Astra saranno proiettati i film finalisti nelle cinque categorie video dei DIG Awards, alla presenza degli autori che raggiungeranno Modena da ogni parte del mondo. Oltre ai titoli in concorso, il Festival presenta come ogni anno una ricca sezione di film e anteprime extra, utilizzando anche gli spazi della Sala Truffaut.
Tre mattine (24, 25 e 26 settembre) sono dedicate alle scuole secondarie di secondo grado di Modena e Bologna, con l'adesione di 5 istituti e oltre 800 studenti, invitati a partecipare alle proiezioni di tre documentari d'inchiesta, seguite dagli incontri in sala con gli autori.
 
Il Festival ospiterà, come sempre, anche le sessioni della DIG Academy - con cui DIG offre 12 workshop gratuiti di alta formazione aperti a tutti e accreditati dall'Ordine dei Giornalisti - ospitate all'interno del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena. 
In programma anche panel con autori e protagonisti dei più interessanti podcast nazionali e internazionali.
 
Durante DIG Festival, inoltre, saranno assegnati i premi internazionali dei DIG Awards - il concorso che anche quest'anno ha attirato una partecipazione record, con circa 400 opere candidate da tutto il mondo. I premi saranno decisi dalla giuria internazionale di DIG, in cui siedono autori e produttori dei maggiori brand del giornalismo di inchiesta e del documentario al mondo. Associazione DIG - ETS è particolarmente orgogliosa di portare a Modena nella veste di presidente della giuria 2025 Edwy Plenel: importante giornalista di inchiesta e scrittore, già direttore di Le Monde, nel 2008 ha cofondato Mediapart, la testata online diventata il punto di riferimento del giornalismo di inchiesta indipendente in Francia e che ha svelato alcuni dei più grandi scandali politici e finanziari. Tra i giurati e le giurate alcune conferme, come Manisha Ganguly, Investigations Correspondent del Guardian, Gabriela Manuli, Director of Special Projects dell'International Press Institute, Axel Björklund, giornalista e documentarista della SVT, l'emittente pubblica svedese, e Marco Nassivera, a lungo responsabile dell'informazione di ARTE. Tra le new entries, la più importante giornalista investigativa del Messico, Anabel Hernandez, la docente e regista canadese Sophie Leblond, Hoda Osman, giornalista investigativa ed executive editor dell'Arab Reporters for Investigative Journalism (ARIJ), Ulla Sätereie, presidente della Swedish Association of Investigative Journalism e Fabio Bucciarelli, il fotografo italiano pluripremiato (Robert Capa Gold Medal e due World Press Photo) che porterà a DIG Festival anche l'anteprima italiana della sua ultima mostra dal titolo Occupied Territories: uno straordinario reportage fotografico durato undici anni su Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme Est e Libano.
Oltre ai DIG Awards delle cinque categorie video (Short, Reportage e Investigative Medium, Reportage e Investigative Long), la giuria DIG 2025 dovrà anche decidere il vincitore del DIG Pitch (in programma venerdì mattina): si sono iscritti team di produzione da ogni parte del mondo, ma solo uno riceverà 15mila euro di finanziamento per un documentario di inchiesta. Il DIG Pitch oggi è sostenuto dalla Fondazione Matteo Scanni, costituitasi a Milano per tenere viva e diffondere la passione per il giornalismo investigativo di Matteo, presidente di DIG fino al 2022, quando è prematuramente scomparso.
 
Il programma è arricchito da altre mostre esclusive, che si aggiungono a quella fotografica di Fabio Bucciarelli, a partire dalla collettiva, curata da Galleria D406, di Marco Barbieri in arte DEM - artista eclettico che spazia dal wall painting all'illustrazione fino alla ceramica e alla pittura su tela - e AtaK (pseudonimo di Georg Barber), illustratore, fumettista, graphic designer e giornalista, tra i più brillanti esponenti della scena dell'arte contemporanea berlinese. Per la prima volta, infatti, il Festival ha scelto non uno ma due artisti di fama internazionale per avere una doppia interpretazione d'autore del suo tradizionale logo che si rinnova ogni anno, il DIG Watchdog. 
 
DIG è anche musica: i tradizionali concerti esclusivi del venerdì e della domenica sera saranno annunciati presto, mentre mercoledì 24 settembre la Chiesa di San Carlo ospiterà "TRAP_OS - The Surveillance Game", una performance audiovisiva ideata appositamente per DIG Festival 2025 dal collettivo artistico SYNCTRL in collaborazione con il Centro Musica del Comune di Modena. L'esperienza, immersiva e partecipativa, proporrà al pubblico una riflessione critica sulle implicazioni etiche della sorveglianza tecnologica che mescolerà glitch sonori, ologrammi e voci sintetiche.
 
Il crowdfunding per salvare DIG: Watchdogs of the world, unite!
DIG Festival è una manifestazione indipendente, i finanziamenti arrivano quasi esclusivamente da soggetti pubblici: nel 2025, da Regione Emilia-Romagna e Film Commission ER, Comune di Modena - City of Media Arts e Fondazione di Modena. In vista della prossima edizione, DIG ha lanciato una campagna di crowdfunding da cui dipende la sopravvivenza del Festival. Organizzare l'evento è diventato sempre più complesso e costoso, anche a causa dell'aumento generale dei prezzi. Inoltre, l'Associazione è stata a lungo bersaglio di azioni legali (ancora in corso) che ne hanno messo a dura prova la tenuta. Per questo è nata la campagna «Watchdogs of the world, unite!», attiva su GoFundMe fino alla fine dell'edizione 2025. È un appello rivolto a chiunque voglia sostenere un giornalismo libero e indipendente, e contribuire a mantenere vivo uno spazio di espressione, denuncia e critica. 
 
Tutte le informazioni per donare sono disponibili qui: https://www.gofundme.com/f/sostieni-dig
 
Cos'è DIG
Associazione DIG - ETS è un'associazione culturale che dal 2015 sostiene il giornalismo di qualità in tutte le sue forme, in Italia e nel mondo. DIG sta per Documentari, Inchieste, Giornalismi e richiama l'azione dello «scavare», to dig in inglese. Il motto dell'associazione è I wanna be your watchdog. Dal 2015 DIG organizza e promuove un Festival che è diventato un punto di riferimento per i giornalisti e le giornaliste che si dedicano a inchieste e reportage: a loro DIG offre contatti con i maggiori broadcaster europei e un pitch dedicato per raccogliere parte del budget utile a produrre storie importanti. Dal 2020 il Festival si tiene a Modena.
 
 
 
 

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