Calcio: dalla Nazionale albanese Under 20 alla Mirandolese Amatori, riparte il sogno di Besnik Gega
MIRANDOLA - Dalla Nazionale albanese Under 20 al gradino più basso. Ha conosciuto il sogno, il professionismo e le delusioni. Ora Besnik Gega riparte dalla Mirandolese Amatori, che parteciperà al campionato UISP di Modena 2026/27, per provare a ritrovare ciò che nessuno può togliergli: la voglia di essere ancora calciatore.
“CERTI SOGNI NON MUOIONO. ASPETTANO”
Ci sono carriere che si perdono per mancanza di talento. E poi ci sono quelle che vengono fermate dalla vita, dagli uomini e da un calcio che qualche volta dimentica di essere prima di tutto umano. Besnik Gega, classe 2000, il calcio lo aveva scelto da bambino. Cresciuto nel Modena dell’epoca Caliendo, arriva ad affacciarsi alla prima squadra e conquista anche la Nazionale albanese Under 20. Poi il provino al West Ham, superato: un mese in Inghilterra, una porta spalancata su un mondo enorme. Ma Besnik aveva appena terminato la scuola e quella strada avrebbe significato ricominciare tutto lontano dall’Italia, il Paese dove era nato e cresciuto. Il destino prese un’altra direzione. Torna in Italia, passa dalla Reggiana e arriva fino alla prima squadra. Ma ancora una volta le vicende societarie complicano il cammino. Poi il Carpi, quindi l’Igea Virtus. Ed è lì che arriva la ferita più profonda: cinque mesi, stipendi che non arrivano, una società in difficoltà e l’ennesima speranza che si spegne.
Nel frattempo ci sono anche gli squali del calcio, procuratori che avrebbero dovuto proteggere il sogno di un ragazzo e che invece finiscono per alimentare illusioni, delusioni e disincanto. Besnik molla tutto. Persino il pallone dei calcetti diventa un ricordo. Poi, a 26 anni, succede qualcosa. Il calcio torna a bussare. E Besnik decide di aprire. Non dalla porta del professionismo. Non da uno stadio pieno. Ma dal gradino più basso. Mirandolese Amatori. Campionato UISP di Modena 2026/27. Una scelta profondamente romantica: tornare dove il calcio è ancora soprattutto passione, spogliatoio, amici, fatica e pallone. Un percorso che ricorda, per certi versi, quello di Junior Messias, capace di partire dai campi più lontani dai riflettori e arrivare fino alla Serie A. Besnik non promette nulla e non pretende nulla. Vuole soltanto rimettersi in forma, ritrovare il ritmo e, soprattutto, tornare a sentirsi calciatore. Poi, chissà. Perché nel calcio esistono storie che sembrano finite e invece stanno soltanto aspettando un altro capitolo. Besnik riparte dall’ultimo gradino. Ma guarda ancora verso l’alto. Non importa quanto lontano sei caduto. Finché hai ancora voglia di rimettere gli scarpini, un sogno può ricominciare.
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