Nove milioni di euro e due anni di lavori (almeno) per riavere il Municipio di Finale Emilia a 13 anni dal sisma. E' il punto emerso al convegno che si è tenuto sabato per la presentazione del progetto esecutivo della sede storica del Comune di Finale, che si è tenuto alla Stazione dei Rulli Frulli.
I tecnici hanno spiegato difficoltà e tempistiche dei lavori che attendono la struttura, che rimanendo ferma per tanti anni, dopo la messa in sicurezza post scosse adesso ha bisogno di vigorosa ristrutturazione, specie il piano alto, quello affrescato.
Hanno illustrato le soluzioni architettoniche e strutturali individuate per far rinascere la casa di tutti i finalesi, l'edificio che più è mancato a tutti i cittadini, tra i tanti danneggiati dal terremoto.
Dopo gli interventi di saluto e introduzione del sindaco Claudio Poletti, di Luca Prandini che dalla guida di Concordia, dove è stato sindaco, ora è all'Agenzia Ricostruzioni della Regione Emilia Romagna, di un funzionario della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara è intervenuto anche Vittorio Cavani, capo delegazione FAI di Modena
MUNICIPIO
La storia del palazzo municipale di Finale, che fu costruito nel 1744 sopra un preesistente edificio della Comunità, rappresenta una fase non secondaria della riconfigurazione della città in un’epoca di grande rilancio amministrativo, economico e urbanistico che porterà al riconoscimento del titolo di Nobil Terra (il titolo di “Città” viene conferito dal duca Francesco III il 30 gennaio 1779).
L’architettura del palazzo civico si conforma ai caratteri del razionalismo estense tipici di quell’'epoca e riscontrabili in molti palazzi modenesi. La sobria bellezza dell’'edificio è ingentilita dalla torre centrale – crollata in seguito alle scosse del maggio 2012 - che termina con la cella campanaria sormontata da una copertura in rame a cipolla.
La torre è ornata da un grande orologio pubblico, dallo stemma comunale e da una bella statua barocca raffigurante San Zenone, dichiarato nel 1745 protettore della città; la statua (in marmo bianco, alta cm. 190) è opera dello scultore veneziano Paolo Groppelli, ed il cartiglio ai suoi piedi racchiude le parole Protector noster aspice (nostro protettore guardaci). Nel 1781 l’orologio della torre risulta già inservibile e nel 1787 viene rimpiazzato il meccanismo con quello da poco installato nella chiesa del Cimitero. Alla metà del XIX secolo anche questo viene sostituito da quello in funzione fino al 2012, realizzato dalla ditta A. Mignoni e figlio di Modena. Il meccanismo, grazie all’azione del Fai e al finanziamento della Rolex S.A., è stato restaurato a cura della ARASS BRERA di Milano e verrà ricollocato nell’edificio.
Il piano nobile del Municipio, originariamente, si articolava in una grande Sala detta del Consiglio, nella scala, nell’anticamera e nella Camera del Podestà, tutte soffittate con travi a vista definite da cornici in stucco e con camini decorati. All'interno dell’edificio vi sono pregevoli opere. L'anticamera dell'ufficio del sindaco è decorata da cinque dipinti a tempera su tela racchiusi da cornici di stucco, commissionati nel 1744 a Fra Stefano da Carpi (Giuseppe Barnaba Solieri, 1710-1796). Nell’ufficio del sindaco era invece collocata la Madonna con il Bambino e San Giovannino, un olio su tela del ferrarese Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino.
Sono stati il Prof. Arch. Maurizio De Vita dello studio De Vita-Schulze Architetti e l’Ing. Alessio Colombi dello studio di ingegneria Colombi Roversi & Associati a spiegare le scelte progettuali individuate nel documento che sarà a base della gara di progettazione, la cui pubblicazione è prevista entro fine 2025.
Maurizio De Vita
Professore di Restauro presso la facoltà di Architettura di Firenze dal 2004. Socio fondatore e co-titolare dello studio “De Vita & Schulze Architetti”, è risultato vincitore di concorsi di architettura nazionali ed internazionali. Ha progettato e diretto numerosi interventi di restauro su edifici storici e complessi monumentali ed interventi di nuova realizzazione di edifici e comparti urbani. Ha partecipato con i suoi progetti a numerose mostre di architettura a Firenze, Parma, Viareggio, Torino, Parigi, Praga, Syracuse (N. Y.).
Alessio Colombi
Socio dello studio Colombi Roversi & Associati dal 2009, si occupa principalmente di ingegneria strutturale e geotecnica con riferimento a lavori pubblici e privati. Attivo nel campo dell’ingegneria forense come consulente d’ufficio e di parte, viene chiamato in qualità di esperto in corsi, convegni e seminari tematici nell’ambito degli interventi strutturali su edifici monumentali e sui temi degli effetti sismici di sito. Componente del Comitato ristretto del Gruppo di Lavoro “Difesa del Suolo” presso il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) dal 2020, nel 2022 è stato eletto Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ferrara per il quadriennio 2022-2026.
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