Pronto soccorso di Mirandola, il Comitato: «Per tutti noi solo 7 medici, a Carpi sono 14»
MIRANDOLA – Sette medici strutturati al Pronto soccorso di Mirandola, contro i 14 di Carpi. È il dato messo al centro dal Comitato Salviamo l’ospedale della Bassa, che torna a chiedere un rafforzamento concreto del servizio di emergenza-urgenza e si rivolge direttamente ai sindaci dell’Ucman e del Distretto sanitario di Mirandola.
Il punto sollevato dal Comitato è anche quello del bacino di popolazione servito, che rende il confronto particolarmente rilevante: Mirandola e la Bassa modenese fanno riferimento a un territorio con un numero di abitanti comparabile a quello di altre aree provinciali dotate di una presenza medica più consistente nei rispettivi Pronto soccorso.
Il Comitato richiama il protocollo sottoscritto con Carpi e Ausl, nel quale la conferma e il potenziamento del Pronto soccorso di Mirandola sono indicati come uno dei punti irrinunciabili per il futuro dell’ospedale. Ma, secondo il Comitato, tra gli impegni assunti e la situazione reale ci sarebbe ancora una distanza troppo ampia.
«Alla data odierna – si legge nella nota – la distanza fra le promesse della direzione aziendale e i fatti rimane grave e ben poco giustificabile».
Secondo i dati riportati dal Comitato, il Pronto soccorso mirandolese dispone oggi di sette medici strutturati, compreso il direttore, ai quali si aggiungono due medici dell’emergenza territoriale destinati all’automedica interdistrettuale con sede a Cavezzo. Dal 2024, inoltre, sarebbe stato perso anche un turno infermieristico.
Il confronto viene esteso agli altri ospedali della provincia: a Carpi i medici sarebbero 14, mentre Pavullo e Vignola, considerati dal Comitato paragonabili a Mirandola per funzioni e per dimensione del bacino di riferimento, ne avrebbero rispettivamente 10 e 9.
La differenza più pesante riguarderebbe però la notte. «A Pavullo e Vignola c’è il doppio turno medico 24 ore su 24, mentre Mirandola di notte ha un medico solo», sottolinea il Comitato.
Resta poi il nodo della Medicina d’urgenza. Tecnologia e opere murarie, sostiene il Comitato, sarebbero pronte da mesi, ma il servizio deve ancora partire pienamente. Da qui la richiesta che le recenti promesse dell’Azienda sanitaria vengano tradotte rapidamente in fatti.
Per garantire un turno medico sulle 24 ore, secondo il Comitato, servirebbero almeno dieci medici non precari, ai quali aggiungerne almeno tre per la Medicina d’urgenza, oltre a un numero adeguato di infermieri.
L’appello ai sindaci arriva anche alla luce dei concorsi per nuove assunzioni che sarebbero in corso: «Riteniamo che sia il momento di porre con forza la priorità del Pronto soccorso e dell’ospedale di Mirandola».
La chiusura della nota è netta: «Le emergenze non possono aspettare i tavoli di lavoro e le urgenze non si risolvono con le promesse a futura memoria».
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