25 aprile, Futuro Nazionale di Modena: “L’antifascismo militante è il pretesto per nascondere i veri problemi degli Italiani”
MODENA - La nota del Coordinamento Provinciale – Futuro Nazionale Modena.
Le recenti dichiarazioni del presidente dell'Istituto Cervi, Vasco Errani, che grida al pericolo per i "rigurgiti di fascismo" e lamenta a gran voce la riduzione dei contributi governativi per i cosiddetti luoghi della memoria, rappresentano l'ennesima, stanca messinscena di una sinistra a corto di argomenti.
Per il Coordinamento di Futuro Nazionale di Modena, è giunto il momento di dire basta: sarebbe ora che gli strascichi e le divisioni ereditate dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla guerra civile terminassero una volta per tutte. L'antifascismo sbandierato oggi dai salotti politici e da associazioni ampiamente foraggiate dallo Stato non ha più alcuna reale identità o attinenza con il presente. È diventato, al contrario, un comodo pretesto ideologico e uno strumento di distrazione di massa. L'obiettivo è palese: spostare l'attenzione dell'opinione pubblica, gridare all'emergenza democratica e creare nemici immaginari al solo fine di non discutere dei veri problemi che affliggono quotidianamente la nostra gente.
Noi respingiamo categoricamente questa retorica. Futuro Nazionale rappresenta una nuova destra, un movimento composto da uomini liberi che non ha alcuna identità o nostalgia per i totalitarismi del passato. Il nostro sguardo è proiettato in avanti, guidato dai princìpi del nostro manifesto V.I.T.A.L.E. (Virtù, Identità, Tradizioni, Amore, Libertà, Eccellenza).
Errani sostiene che tagliare 63mila euro a un istituto significhi colpire "l'identità del Paese". È una visione grottesca. La vera identità dell'Italia viene colpita ogni giorno dallo sradicamento globalista, dall'immigrazione incontrollata e da politiche che rifiutano l'assimilazione della nostra civiltà.
Mentre una certa politica specula sul passato, i cittadini di Modena combattono quotidianamente contro il degrado reale. La nostra idea di "Libertà" non è un concetto astratto o un feticcio storico, ma una libertà "concreta": è il diritto inviolabile dei modenesi di camminare per le strade dell'Autostazione, del quartiere Tempio o della Sacca senza subire le violenze delle baby gang e senza il timore di finire accoltellati. È la libertà di fare impresa e di lavorare senza essere asfissiati da una burocrazia assistenzialista.
Come movimento nato per combattere il "mondo al contrario", ci battiamo affinché lo Stato torni a garantire ordine, protezione e sovranità. Invitiamo la politica e le istituzioni locali ad abbandonare le anacronistiche cacce alle streghe e a concentrarsi sulla sicurezza reale delle nostre città. I soldi dei contribuenti non servono a finanziare l'industria della memoria ideologica, ma a difendere l'eccellenza, il merito e la vita delle famiglie italiane nel presente.
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