Indagini sulla pagina satirica Fico della Mirandola? Continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizione
MIRANDOLA - Continua, a Mirandola, il botta e risposta tra maggioranza e opposizione in merito alla presunta indagine sulla pagina satirica "Fico della Mirandola" dopo che alcuni cittadini sono stati convocati al comando della Polizia Locale per fornire informazioni utili ad identificare il gestore della pagina satirica. Dopo l'intervento della sindaca Budri e dell'assessore Donnarumma all'ultimo Consiglio comunale, Anna Greco (Pd) e Giorgio Siena (Mirandola 50mila) sono intervenuti sul tema:
Anna Greco (Pd): "Non appena si è diffusa sui social la notizia che diversi cittadini mirandolesi erano stati convocati al comando dei vigili urbani per fornire informazioni utili a identificare l'autore della pagina satirica "Fico della Mirandola", come gruppo consiliare PD Mirandola e Mirandola 50mila abbiamo ritenuto doveroso presentare tempestivamente una interpellanza per chiedere chiarimenti. La risposta ottenuta è generica ed evasiva, non tanto sul piano tecnico-giuridico, quanto perché l'assessore Donnarumma si trincera — come spesso accade — dietro a presunte mancanze di rispetto nei confronti di operatori e dipendenti comunali. Eppure non è difficile comprendere come proprio il chiarimento che abbiamo richiesto rappresenti la forma più efficace di tutela per quegli stessi lavoratori, attraverso una doverosa verifica delle azioni intraprese. Nell'interpellanza si precisava con chiarezza che, qualora fossero emersi reati riconosciuti come tali dall'autorità giudiziaria, le competenze della polizia locale sarebbero state pienamente riconosciute. Ma questo non è il punto centrale della questione. Ciò che manca , e che critico, è la totale assenza di attenzione verso i numerosi cittadini convocati al comando dei vigili per il solo fatto di aver messo un "mi piace" o lasciato un commento su una pagina satirica. La domanda rimane senza risposta: perché convocare direttamente dei cittadini, quando — in presenza di elementi concreti — sarebbe stato sufficiente attendere che l'autorità giudiziaria richiedesse alla polizia postale l'identità dell'autore della pagina? Su questo punto non è stato fatto alcun chiarimento. Continueremo a seguire con attenzione questa vicenda, perché a quella domanda una risposta chiara è assolutamente dovuta. Ma ciò che pesa ancora di più è che né la sindaca né l'assessore abbiano sentito il bisogno di rivolgere ai propri concittadini parole semplici e rassicuranti, che a mio parere dovevano essere più o meno in questi termini: "Cari mirandolesi, non avete nulla da temere da questa amministrazione. Di fronte a critiche fondate, le accoglieremo e cercheremo di correggere il tiro; di fronte a critiche che riteniamo ingiuste, le contesteremo nel merito, portando le nostre ragioni." La critica non è mai "lesa maestà". Quando è argomentata, è un esercizio prezioso di democrazia — che resta, oggi come sempre, la migliore forma di governo di una società".
Giorgio Siena (Mirandola 50mila): “Se ci fosse un’indagine di Polizia giudiziaria affidata alla Polizia locale di Mirandola non si potrebbe sapere, né potremmo dare risposta alla interpellanza! Noi non ne sappiamo nulla. Storia chiusa”. Questo è quello che hanno risposto il sindaco e l’assessore Donnarumma nel Consiglio comunale di lunedì sera. A seguire dichiarazioni indignate di Donnarumma (e del sindaco). “Che me ne frega di quello che scrive Fico della Mirandola, … pagina satirica boh! ho 26 anni mica passo il tempo sui social, io lavoro, che scriva quello che vuole! ... la Polizia locale? non sono burattini che prendono gli ordini dalla giunta …”. Allora per chiarezza:
a) Se ci fosse un’indagine avviata dalla Autorità giudiziaria, come scritto nella interpellanza Mirandola 50mila/PD, allora aspettiamo gli esiti di tale indagine.b) Se non ci fosse un’indagine avviata dalla Autorità giudiziaria allora a quale scopo la decisione di convocare cittadini nel comando di Polizia locale, in base ai loro like su una pagina Facebook, per tentare di sapere chi è Fico della Mirandola? E qualora lo sapessero per fare cosa?L’una o l’altra. Tertium non datur! In questo secondo caso, e solo in questo, il dubbio che si tratti di un’azione intimidatoria e di ingiustificabile ingerenza nella libertà di espressione è forte e inquietante. Sarebbe stata, nel secondo caso, un’iniziativa autonoma del corpo di Polizia locale, senza che la parte politica ne fosse informata? mah! In conclusione, e in coerenza con la nostra cultura garantista, abbiamo avanzato dubbi da chiarire, se e quando lo saranno saremo i primi a dirlo, per ora rimane un mistero.PS Tutte le volte che si esprime una critica gli “amministratori” puntualmente la rigettano come una critica ai dipendenti, e anche questa volta succede la stessa cosa. Noi vogliamo, come tutti, avere fiducia nella Polizia Locale e desiderio che lavori al meglio per i cittadini".
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