Medici di base, Pulitanò e Arletti (FdI): “A Modena situazione grave, la Regione deve intervenire”
MODENA - Nota stampa di Fratelli d'Italia:
"La carenza di medici di medicina generale nella provincia di Modena continua ad aggravarsi, mettendo a rischio la tenuta della sanità territoriale e l’accesso alle cure per i cittadini. I dati più recenti parlano di 290 posti vacanti, in aumento rispetto ai 260 dello scorso anno, a conferma di una tendenza negativa che coinvolge in modo diffuso città, pianura e aree montane e che rende sempre più difficile garantire un’assistenza capillare ed efficace".
“Siamo di fronte a un’emergenza ormai strutturale che la Regione non può più ignorare. In un solo anno siamo passati da 260 a 290 medici mancanti: un dato che certifica il fallimento delle politiche adottate finora e che rischia di lasciare scoperti interi territori, con cittadini costretti ad attendere sempre più a lungo per ricevere assistenza”, ha spiegato il consigliere regionale Ferdinando Pulitanò.
“Modena è oggi la provincia più colpita dell’Emilia-Romagna, con 290 posti vacanti su un totale regionale di oltre 1.400. Parliamo di numeri che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone, soprattutto nelle aree più fragili e nei comuni dell’Appennino, dove il medico di base rappresenta spesso l’unico presidio sanitario”, ha proseguito il consigliere regionale.
“Il problema non è solo numerico, ma anche organizzativo. Con carichi di lavoro sempre più pesanti e un rapporto medico-paziente ormai oltre i limiti ottimali, si riduce inevitabilmente il tempo da dedicare ai cittadini e cresce il rischio di un peggioramento complessivo del servizio sanitario territoriale, in un momento in cui ci si vanta di aver migliorato la sanità con interventi come quello della appropriatezza delle prescrizioni. Il problema però è grave e parte dalle basi”, ha aggiunto Pulitanò.
“La Regione ha strumenti concreti per intervenire, dalla formazione agli incentivi fino a una diversa organizzazione del territorio. Serve però una strategia chiara e immediata, perché il trend è evidente: se in un anno i posti vacanti aumentano di 30 unità, significa che le misure adottate finora non stanno funzionando. Da tempo denunciamo questa situazione, ma la sinistra, come sempre, fa orecchie da mercante”, ha detto il consigliere regionale Annalisa Arletti.
“Chiediamo quindi alla Giunta regionale quali azioni intenda intraprendere per invertire questa rotta. Non si può continuare a rincorrere l’emergenza: serve una risposta strutturale per garantire il diritto alla salute, che deve essere tra i primi nella lista delle priorità di una Regione che funzioni bene”, ha dichiarato il consigliere regionale.
“È una questione che riguarda direttamente i cittadini e il futuro della sanità pubblica. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di un progressivo indebolimento della medicina territoriale, con conseguenze gravi e irreversibili. Questo è un tema su cui non si può soprassedere”, ha concluso Arletti.
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