PERSONE | Fausto Viani: il custode del cielo della Bassa
di Francesca Monari
Il suo sito meteo è diventato un punto di riferimento, nonostante l’era delle app. Una sentinella gentile che scruta il cielo per tutti, con la stessa cura con cui altri custodiscono un’abitudine preziosa.
Da bambino seguiva suo padre nei campi, osservando il cielo come si osserva un libro antico. Oggi, diversi anni dopo, Fausto continua a farlo con la stessa ostinazione curiosa di allora, solo con qualche strumento in più: modelli americani ed europei, radar, satelliti. Ma il cuore delle sue previsioni resta quello di sempre — un occhio clinico allenato a cogliere dettagli che nessun algoritmo saprà mai vedere.
«Mio padre non parlava di cumulonembi o fronti perturbati. Guardava le nuvole, il loro spessore, il vento che cambiava direzione. Da lui ho imparato che il cielo non mente mai», racconta.
E quando gli chiedi qual è quel segno infallibile che solo chi vive nella Bassa sa riconoscere, non ha dubbi: «Le nuvole, come sono fatte. Il vento da sud ovest che non porta pioggia. E poi le rondini: quando in estate girano in cerchio tutte insieme, qualcosa sta cambiando».
La tecnologia aiuta, certo. Ma non sostituisce. «Per fortuna esiste ancora l’imprevedibilità. È quella che ti fa sognare e migliorare», dice con un sorriso che sembra un ringraziamento al cielo stesso.
Il suo sito meteo è ormai un riferimento per Cavezzo e dintorni. Perché? Fausto ci pensa un attimo, poi risponde con una sincerità disarmante: «Forse cercano due chiacchiere sul tempo, un buongiorno o una buonanotte. Sanno che io vigilo per loro».
E in effetti, chi lo conosce lo sa: le sue tapparelle non sono mai chiuse, nemmeno di notte. «Non si sa mai che succeda qualcosa», spiega.
È un’abitudine che viene da lontano: da quei temporali estivi che illuminavano la sua camera da bambino, dalla corsa alla finestra per vedere se fosse lampo, neve, pioggia o vento. «Sono ricordi che non si cancellano. La tecnologia un po’ ci toglie queste fantasie, ma io cerco di tenerle vive».
C’è qualcosa di profondamente poetico nel modo in cui Fausto vive il suo ruolo: non come un servizio, ma come una presenza. Una sentinella gentile che scruta il cielo per tutti, con la stessa cura con cui altri custodiscono un’abitudine preziosa. E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non prevede solo il tempo, accompagna le persone attraverso di esso.
In un mondo che corre, che semplifica, che appiattisce tutto in un’icona sullo schermo, Fausto resta lì, fedele al cielo della Bassa. Un cielo che cambia, che sorprende, che a volte inganna — ma che per lui è ancora, ostinatamente, casa.
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