Cartelle cliniche a pagamento, FdI: “La Regione smetta di fare cassa sui diritti dei cittadini”
MODENA - Tramite una nota stampa, Fratelli d'Italia interviene sul tema sanità:
"Ancora una volta emerge una contraddizione che riguarda la sanità emiliano-romagnola. Mentre la Regione continua a presentarsi come un modello di efficienza e qualità, migliaia di cittadini sono ancora costretti a pagare per ottenere la prima copia della propria cartella clinica, nonostante il Regolamento Europeo sul trattamento dei dati e una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha stabilito in modo inequivocabile che tale documentazione debba essere rilasciata gratuitamente. Per questo Fratelli d’Italia ha presentato una risoluzione per chiedere l’immediato adeguamento delle aziende sanitarie regionali".
“La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 26 ottobre 2023 non lascia spazio a interpretazioni: la prima copia della documentazione sanitaria deve essere rilasciata gratuitamente e senza che il cittadino debba fornire alcuna motivazione. Eppure, in Emilia-Romagna continuano a esistere regolamenti e prassi che prevedono il pagamento di tariffe per ottenere documenti che riguardano la propria salute”, ha attaccato il consigliere regionale di FdI Ferdinando Pulitanò.
“È incredibile che una Regione che da anni si presenta come un’eccellenza della sanità pubblica, continui a imporre ai cittadini costi che il diritto europeo considera illegittimi. Non si può parlare di tutela dei pazienti e poi chiedere loro di mettere mano al portafoglio per accedere alla propria storia clinica. La cartella clinica non è un favore concesso dall’amministrazione, ma un diritto del paziente. Nessuno dovrebbe essere costretto a pagare per ottenere informazioni che lo riguardano direttamente e che possono essere fondamentali per la propria salute e per il proprio percorso di cura”, ha proseguito il consigliere regionale.
“I dati ottenuti tramite accesso agli atti sono significativi. Tra il 2021 e il 2026 l’Ausl di Modena ha incassato oltre 116 mila euro per il rilascio delle cartelle cliniche, mentre l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha superato i 195 mila euro. Parliamo di centinaia di migliaia di euro richiesti ai cittadini per esercitare un diritto che dovrebbe essere gratuito almeno da tre anni”, ha spiegato Pulitanò.
“In passato questi costi erano giustificati dalla copertura delle spese amministrative, ma oggi il quadro normativo è cambiato. Continuare a chiedere pagamenti significa mantenere una vessazione nei confronti dei cittadini e, allo stesso tempo, esporre le aziende sanitarie a possibili contenziosi. Chiediamo alla Giunta regionale di intervenire immediatamente con una direttiva chiara rivolta a tutte le aziende sanitarie pubbliche e alle strutture private accreditate, affinché venga garantita la gratuità della prima copia della cartella clinica e di ogni altra documentazione sanitaria richiesta dall’interessato”, incalza Annalisa Arletti, consigliera regionale di FdI .
“Ovviamente non basta eliminare i costi. Occorre anche vigilare affinché non vengano introdotti ostacoli burocratici o ritardi che finirebbero per svuotare di significato questo diritto. L’accesso alla documentazione sanitaria deve essere semplice, rapido e realmente garantito. Per questo chiediamo anche una campagna informativa capillare nei CUP, negli ospedali e negli ambulatori. I cittadini devono sapere che hanno diritto ad accedere gratuitamente ai propri dati sanitari e che la pubblica amministrazione è tenuta a rispettare questo principio. La trasparenza e il diritto alla salute non possono essere subordinati a logiche di cassa. La Regione Emilia-Romagna si adegui”, hanno concluso i due consiglieri regionali.
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