Garlasco, concesso l’affidamento in prova: Alberto Stasi lascia il carcere
(Adnkronos) - Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. Il 42enne ha quindi lasciato il carcere di Bollate nella tarda mattinata di oggi.
L'ordinanza è stata depositata questa mattina. La Procura generale, nell'udienza di ieri, aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. L'affidamento in prova è l'ultimo passo prima della libertà per Stasi che ha trascorso oltre dieci anni dietro le sbarre per il delitto. Si attende ancora che la difesa depositi la richiesta di revisione.
Dopo che l'ordinanza è stata trasmessa - oltre che alla difesa e alla Procura generale - al carcere di Bollate per quelli che sono i passaggi tecnici richiesti in questi casi, Stasi ha lasciato la struttura da un'uscita secondaria riuscendo ad aggirare i tanti giornalisti presenti ad attenderlo. Da quanto si apprende sarebbe uscito intorno alle 10.30-11.
La conferma che il 42enne, dopo oltre dieci anni dietro le sbarre, potrebbe non fare più rientro a Bollate arriva dall'avvocato Antonio De Rensis che insieme alla collega Giada Bocellari difende Stasi. Incalzato dalle domande dei cronisti sullo stato d’animo del suo assistito, il legale resta vago e preferisce non commentare: "Sapete com’è riservato. Questo riguarda la sua sfera intima, non potrei trasferire esattamente quello che prova".
Sulla decisione (scontata) del Tribunale di Sorveglianza presieduto da Marcello Bortolato ha quindi pesato il parere della Procura generale che ha espresso parere "positivo" visto la buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva a 'Le Iene' del marzo 2025 realizzata doco prima di ottenere la semilibertà, la presenza di Alberto Stasi nell'udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza.
La sostituta pg Valeria Marino, nel suo intervento a braccio in aula, ha sottolineato tra gli elementi positivi, anche il fatto che Stasi "ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa". La decisione di oggi si inserisce "in un percorso naturale" dei detenuti che vedono avvicinarsi l'uscita dal carcere.
Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l'orario di rientro, limitazioni sugli spostamenti nel Paese. Il 42enne non può definirsi un uomo libero: l'affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Tribunale di Sorveglianza. La decisione di oggi non ha nulla a che vedere con la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara. L'eventuale richiesta di revisione della difesa di Alberto Stasi sarà vagliata dalla Corte d'appello di Brescia.
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