Pistola contro un docente del ‘Galilei’ di Mirandola, Pd: “Studenti e docenti meritano di studiare e lavorare in una comunità educante, serena e sicura”
MIRANDOLA - Una nota di Federica Di Padova, responsabile Scuola del Partito Democratico provinciale, Anna Baldini, coordinatrice Pd Bassa Modenese e Ivano Barbieri, segretario del Pd di Mirandola.
L'episodio avvenuto all'Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola impone una riflessione seria da parte di tutta la comunità.
Si tratta di un fatto che non va sottovalutato e che richiama tutti a un'assunzione di responsabilità. Esprimiamo vicinanza al docente coinvolto e a tutta la comunità educante del Galilei, chiamata a confrontarsi con una situazione che ha inevitabilmente generato preoccupazione.
Riteniamo doveroso partire da quanto ufficialmente chiarito dalla scuola, che ha ricostruito l'accaduto e adottato i conseguenti provvedimenti disciplinari. Si è trattato di un episodio certamente grave e censurabile, che non deve essere minimizzato e che ha richiesto un intervento educativo e disciplinare fermo. È importante sottolineare che l'istituto ha agito con tempestività e rigore, sanzionando lo studente coinvolto e assumendo tutte le decisioni previste nell'ambito della propria autonomia educativa.
Gli elementi accertati non riducono in alcun modo la gravità del comportamento tenuto dallo studente, ma consentono di collocare correttamente l'episodio nella sua effettiva dimensione, così come precisato dalla dirigenza scolastica. Proprio per questo riteniamo necessario attenersi ai fatti, evitando sia le minimizzazioni sia le strumentalizzazioni.
Di fronte a episodi di questo tipo occorre innanzitutto ripristinare e rafforzare quel clima di benessere scolastico che è condizione fondamentale per garantire il diritto allo studio, la sicurezza e la serenità di studenti, insegnanti e personale. La scuola deve essere un luogo sicuro, nel quale ciascuno possa svolgere il proprio lavoro e il proprio percorso formativo senza timori, intimidazioni o mancanza di rispetto.
Le regole vanno fatte rispettare e chi mette a rischio la sicurezza degli altri deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni. Chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità, e in questo caso le conseguenze sono state adottate con chiarezza. Non per alimentare una logica esclusivamente punitiva, ma perché la responsabilità rappresenta il primo passo di qualsiasi percorso di crescita. Riconoscere un errore, comprenderne la gravità e affrontarne le conseguenze significa imparare il valore delle proprie azioni e del rispetto dovuto agli altri.
Tuttavia, sarebbe sbagliato fermarsi alla sola dimensione della sicurezza. La scuola non è soltanto il luogo in cui si applicano sanzioni: è il luogo nel quale si educa alla cittadinanza, al rispetto e alla responsabilità. Per questo crediamo che il piano della sicurezza e quello educativo debbano procedere insieme.
È necessario ricostruire e rafforzare l'autorevolezza della scuola e dei docenti. Insegnare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma rappresentare un punto di riferimento educativo. Una comunità cresce quando riconosce il valore di chi educa e quando il rispetto verso insegnanti, personale scolastico e istituzioni torna a essere un principio condiviso.
Per questo chiediamo che attorno alla scuola si rafforzi l'alleanza educativa tra istituzioni, famiglie, insegnanti, associazioni e comunità locale. Servono fermezza e chiarezza nel contrastare comportamenti inaccettabili, ma servono anche investimenti nell'educazione, nell'ascolto, nella prevenzione del disagio e nella costruzione di relazioni positive.
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