Il 2 agosto segna uno dei momenti più bui e dolorosi della storia della Repubblica Italiana: il ricordo delle 85 vittime e degli oltre 200 feriti che il 2 agosto 1980, alle ore 10:25, vennero travolti dall'esplosione della bomba alla stazione centrale di Bologna. Una strage fascista in cui la Bassa ha perso una sua cittadina, Carla Gozzi: aveva 36 anni e vive a Concordia sulla Secchia.
A distanza di decenni, il 2 agosto rimane un baluardo di memoria collettiva e impegno civile, sostenuto dall'incessante battaglia per la verità condotta dall'**Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna*
Il quadro giudiziario: la verità finale sui mandanti ed esecutori
Negli ultimi mesi il percorso della giustizia italiana ha raggiunto tappe storiche decisive, completando un mosaico giudiziario a lungo ostacolato da continui depistaggi e omertà.
Le condanne definitive per gli esecutori materiali
Ai verdetto irrevocabili pronunciati negli anni per gli esecutori materiali appartenenti ai Nuovi Assetti Rivoluzionari (NAR) — Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini — si sono aggiunti i seguenti punti fermi della Corte di Cassazione:
Gilberto Cavallini: La condanna all'ergastolo per l'ex NAR è diventata definitiva per aver fornito il supporto logistico, covi, documenti falsi e mezzi ai materiali esecutori dell'attentato.
Paolo Bellini (Processo ai Mandanti): La Corte Suprema di Cassazione ha confermato in via definitiva la pena dell'ergastolo nei confronti dell'ex esponente di *Avanguardia Nazionale*. Bellini è stato riconosciuto responsabile di aver concorso all'organizzazione e al trasporto dell'ordigno (composto da 25 kg di esplosivo Compound B) collocato nella sala d'aspetto di seconda classe.
La rete di depistaggi e i complici
La Cassazione ha sigillato anche la responsabilità di chi ostacolò le indagini:
Piergiorgio Segatel(ex capitano dei Carabinieri): condanna definitiva a 6 anni di reclusione per depistaggio.
Domenico Catracchia ex amministratore degli immobili di via Gradoli a Roma): condanna definitiva a 4 anni per false informazioni al pubblico ministero volte a sviare i magistrati.
La traccia dei soldi e il ruolo della P2
Le motivazioni delle più recenti sentenze hanno confermato la tesi della Procura Generale di Bologna: la strage non fu l'atto isolato di un gruppo di spontaneismo armato neofascista, ma un attentato pianificato e finanziato dall'alto.
Il filo nero
I documenti processuali (tra cui il cosiddetto "Documento Bologna", un appunto autografo di Licio Gelli) hanno dimostrato come il maestro venerabile della loggia P2 canalizzò ingenti somme di denaro per finanziare i terroristi di destra e proteggerli attraverso la complicità di settori deviati dei servizi segreti (SISMI).
10:25: Il valore della memoria
A Bologna, il fischio del treno che rompe il minuto di silenzio in Piazza Medaglie d'Oro continua a risuonare ogni 2 agosto come un monito. Le sentenze definitive arrivate negli ultimi tempi dimostrano che la democrazia e la ricerca della verità riescono, pur a costo di decenni di sforzi, a prevalere sulla strategia della tensione e sui tentativi di depistaggio.
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