Disabilità in età evolutiva, Liste Civiche-PD Bassa Modenese: “Necessario maggior sostegno economico ai comuni”
AREA NORD - “Come gruppo Liste Civiche-PD Bassa Modenese abbiamo presentato, in occasione dell’ultimo consiglio dell’Unione, una mozione per chiedere che l’erogazione dei servizi collegati all’assistenza scolastica, all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità in età evolutiva, per i quali l’ultima legge di bilancio ha previsto i livelli essenziali di prestazioni, sia sostenuta con adeguate risorse da parte del Governo e della Regione” hanno dichiarato il capogruppo Paolo Negro, il vice Nicolò Guicciardi e la consigliera presidente della commissione Politiche Sociali Lisa Poletti e il consigliere Claudio Artioli.
“Le previsioni per il prossimo anno scolastico 2026/27 ci restituiscono crescenti criticità, che evidenziano sia una crescita del numero di alunni che necessitano di piani educativi individualizzati (PEI), che un aumento dei costi strutturali necessari a sostenere tali servizi, dovuti in particolare dal rinnovo contrattuale del personale dipendente delle cooperative sociali - proseguono Negro, Guicciardi e Poletti - e nonostante l’importante sforzo messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna con l’incremento del fondo disabilità, emerge chiaramente come tale servizio comporti un forte aggravio di costi che i nostri Comuni dovranno sostenere, qualora la futura gara dell’Unione dovesse allinearsi ai valori di altri territori.”
“Con tale ordine del giorno chiediamo quindi alla Regione un puntuale monitoraggio dell’incremento della platea di alunni con disabilità in età evolutiva - evidenziano i consiglieri - e al governo di rifinanziare e rendere strutturale il Fondo per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione degli alunni con disabilità, garantendo un’adeguata copertura nazionale e regionale per sostenere gli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali.”
“Come centrosinistra in Unione crediamo che il diritto allo studio degli studenti con disabilità debba essere una responsabilità condivisa e garantita dell'intero sistema pubblico - concludono Negro, Guicciardi e Poletti - e non un onere lasciato prevalentemente ai bilanci comunali, con un rischio concreto di ridimensionamento del servizio e ricadute negative ai danni dei ragazzi con disabilità delle famiglie”.
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