Biglietti SETA più cari a Modena, il Partito Comunista: “A pagare sono sempre le fasce popolari”
MODENA - La nota del Partito Comunista sull'aumento dei biglietti del trasporto pubblico.
Il mese di agosto si conferma, ancora una volta, il momento scelto dalle amministrazioni locali per far scivolare nel silenzio le decisioni più sgradite ai cittadini.
Dopo l'aumento della TARI, la giunta comunale sferra l'ennesimo colpo alle tasche dei modenesi approvando il rincaro dei biglietti dell'autobus gestiti da SETA S.p.A.
I numeri parlano chiaro: per una corsa urbana si passa da 2 a ben 2,70 euro se si paga in contanti, mentre con il pagamento contactless/bancomat il costo è di ben 50 centesimi in più, passando da 1,50 a 2 euro.
«Ad essere colpiti da questo provvedimento sono, come al solito, le fasce più deboli della popolazione - dichiarano i rappresentanti locali del Partito Comunista - Lavoratori, studenti e pensionati: ovvero tutti coloro che usano l'autobus per spostarsi in città. A fronte di questi aumenti ingiustificati, non ci sarà alcun miglioramento del servizio. È un paradosso insostenibile: il trasporto pubblico si regge già sulle tasse dei cittadini, che ora si trovano a dover pagare lo stesso servizio per ben due volte».
Il Partito Democratico prosegue indisturbato la sua agenda politica, trasformando Modena in una città lontana dalle reali esigenze dei cittadini.
«Sono lontani gli anni delle amministrazioni comuniste, quando il modello di socialismo emiliano garantiva davvero lavoro, dignità e benessere collettivo - dicono ancora i comunisti modenesi -. Chiediamo con forza che i biglietti del bus tornino a prezzi accessibili a tutti e che la gestione del trasporto pubblico venga tolta dalle mani di una S.p.a. senza scrupoli e riaffidata direttamente al Comune di Modena. La mobilità è un diritto, non un profitto».
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