Diesel Euro 5, dal 1° ottobre stop ai vecchi motori: in provincia oltre 55mila veicoli coinvolti
Dal 1° ottobre 2026 il conto alla rovescia finirà anche per migliaia di automobilisti modenesi. Con l’entrata in vigore delle nuove limitazioni previste dal Piano Aria, i veicoli diesel Euro 5 saranno soggetti allo stop alla circolazione nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 18.30.
In provincia di Modena il provvedimento avrà un impatto tutt’altro che marginale: sono oltre 55mila i mezzi diesel Euro 5 potenzialmente coinvolti. Un numero che dà la misura concreta della stretta in arrivo e che riguarda famiglie, pendolari, lavoratori autonomi, piccoli imprenditori e operatori commerciali che ancora utilizzano veicoli a gasolio immatricolati indicativamente tra il 2011 e il 2015.
La misura rientra nel quadro degli interventi per migliorare la qualità dell’aria nel bacino padano, una delle aree più critiche d’Europa per concentrazione di polveri sottili e ossidi di azoto. L’obiettivo è ridurre le emissioni prodotte dal traffico, soprattutto nei centri urbani dove la densità di veicoli e abitanti rende più difficile il contenimento dell’inquinamento.
In Emilia-Romagna le limitazioni riguarderanno i centri abitati dei Comuni con più di 30mila abitanti, quelli dell’agglomerato di Bologna e i Comuni che hanno aderito volontariamente alle misure. Per il Modenese significa che il tema toccherà in modo diretto le aree più popolose e trafficate, con ricadute soprattutto sugli spostamenti quotidiani verso scuole, uffici, attività commerciali e servizi.
Il blocco non significa che i veicoli diesel Euro 5 dovranno sparire dalle strade da un giorno all’altro, ma che non potranno circolare nelle giornate e negli orari indicati all’interno delle aree sottoposte a limitazione. Restano poi da verificare, Comune per Comune, le ordinanze applicative e le eventuali deroghe previste per particolari categorie, servizi essenziali o situazioni specifiche.
Per chi viola i divieti sono previste sanzioni pesanti. Le multe possono andare da 168 a 679 euro. In caso di recidiva nel biennio, il Codice della Strada prevede anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Una possibilità per chi non può sostituire subito il mezzo è rappresentata da MoVe-In, il sistema di Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti. Attraverso l’installazione di una scatola nera, il veicolo può continuare a circolare entro un tetto massimo di chilometri annui stabilito in base alla categoria ambientale. In pratica, non si è più vincolati soltanto al blocco orario, ma si accetta un limite complessivo di percorrenza nelle aree interessate.

Si tratta però di una soluzione tampone, non di una cancellazione del problema. Chi usa l’auto ogni giorno per lavoro, per accompagnare i figli o per raggiungere servizi lontani rischia di esaurire rapidamente il chilometraggio disponibile. Diverso il caso di chi utilizza il mezzo in modo saltuario e può quindi contenere gli spostamenti.
La stretta avrà inevitabilmente anche effetti economici. I diesel Euro 5 rappresentano ancora una quota importante del parco circolante e per anni sono stati considerati veicoli affidabili, adatti ai lunghi tragitti e ai consumi contenuti. Ora, però, le nuove limitazioni rischiano di ridurne fortemente il valore sul mercato dell’usato, soprattutto nelle province e nelle città dove i divieti saranno più incisivi.
Per molti proprietari si apre quindi una scelta complicata: aderire a MoVe-In, cambiare abitudini di mobilità o valutare la sostituzione del mezzo. Una decisione non semplice, soprattutto in una fase in cui il costo delle auto nuove e usate resta elevato e il passaggio a veicoli meno inquinanti non è alla portata di tutte le famiglie.
Dal 1° ottobre, insomma, il Piano Aria entrerà nella vita quotidiana di migliaia di modenesi. E per oltre 55mila veicoli diesel Euro 5 della provincia comincerà una stagione nuova, fatta di limiti, controlli e scelte obbligate.
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