Emergenza climatica, Legambiente: “Ghiacciai delle Alpi francesi a rischio: perso il 35% del volume dal 2000”
(Adnkronos) - Anche sulle Alpi francesi la crisi climatica corre veloce: nevica sempre di meno e i ghiacciai sono in forte sofferenza. A fare il punto è Carovana dei ghiacciai 2026, la campagna internazionale di Legambiente che monitora i ghiacciai alpini all'estero e in Italia, in collaborazione con Cipra Italia e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner Frosta Italia. La settima edizione si è aperta proprio in Francia, dove dal 2000 i grandi giganti bianchi hanno perso circa il 35% del loro volume complessivo. Un'agonia che non risparmia neanche i ghiacciai oltre i 3000 metri, come la Grande Motte, nel comprensorio di Tignes e nel cuore del Parco nazionale della Vanoise, che ha perso l'intera copertura nevosa necessaria per alimentarsi.
Osservato speciale della tappa francese, il ghiacciaio della Grande Motte – secondo i dati dell'Inrae‑Groupe de Glaciologie – dal 1982 a oggi si è ridotto del 70% di volume e del 30% di area. La superficie appare a tratti annerita con crepacci diffusi, e la fusione alimenta un lago glaciale, il 'Lac de Rosolin', formatosi poco più sotto alla base del ghiacciaio. Il lago è monitorato dal 2019 e si è intervenuti più volte per abbassarne il livello: nel 2023 conteneva 150mila metri cubi d’acqua, oggi ridotti a 50mila per contenere il rischio di uno svuotamento improvviso verso la stazione di Tignes.
Il caso del Lac de Rosolin è un esempio concreto di cosa significhi governare un territorio che cambia. Il Comune di Tignes, insieme ai servizi dello Stato, all'Onf‑Rtn e agli enti scientifici, monitora il lago e interviene per ridurne il volume e mitigare il rischio di piene improvvise. Fino a pochi anni fa a Tignes si sciava tutto l'anno; oggi si deve fare i conti con la fusione accelerata del ghiacciaio, l'aumento delle temperature e la gestione di una nuova risorsa, il lago glaciale. Un tema su cui la Francia sta lavorando molto, con diversi progetti scientifici dedicati.
Da questa prima tappa francese, la Carovana dei ghiacciai rilancia la necessità di una pianificazione territoriale che tenga conto della crisi climatica, di una governance europea dei giganti bianchi, di politiche di mitigazione e adattamento e del riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, inseriti in sistemi ecologici, idrologici e territoriali interdipendenti.
"Le Alpi, a causa della crisi climatica, stanno cambiando, diventando sempre più fragili e instabili - ha dichiarato Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia -. Aumentano i rischi in quota e a valle, cambia il turismo e nascono nuovi ecosistemi che prendono vita dal ghiacciaio che arretra. È urgente passare da una pianificazione della stabilità a una del cambiamento, messaggio che rilanciamo in questa prima tappa francese e che è al centro della nostra piattaforma 'Governare le Alpi'. Allo stesso tempo è fondamentale che le Alpi e i ghiacciai diventino beni comuni. La Francia sta già dando un buon esempio nella gestione del rischio, come dimostra il caso del lago glaciale: l'Italia faccia altrettanto".
Il vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e professore all’Università di Torino Marco Giardino evidenzia come il Lac de Rosolin sia un lago glaciale, creato dal ritiro della Grande Motte: "Per contenere il rischio di improvviso svuotamento del bacino e di piene, sono stati effettuati studi mirati ad abbassare il livello del lago attraverso condotti sopra e dentro il ghiacciaio, sfruttando anche la natura carsica del substrato roccioso. Un patrimonio di conoscenze prezioso per gestire la transizione ecologica in un territorio di grande interesse naturalistico, turistico e sportivo”.
La Carovana ha visitato anche la Riserva Naturale della Grande Sassière, una delle aree del progetto Waterwise, cofinanziato dall’Unione Europea tramite il programma Interreg Alpine Space, di cui Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta è partner. La collaborazione mette in relazione il monitoraggio dei ghiacciai con la necessità di comprendere come il loro ritiro incida sulle risorse idriche, sugli ecosistemi e sulle comunità alpine.
Dopo la tappa francese, Carovana dei ghiacciai 2026 arriverà in Italia sul versante del Monte Bianco, in Valle d’Aosta, dal 20 al 24 agosto, per osservare i ghiacciai del Miage e di Planpincieux. Poi proseguirà verso la Lombardia (24‑26 agosto) sul ghiacciaio dei Forni, il Friuli‑Venezia Giulia (26‑29 agosto) sul Montasio, e infine il Piemonte (31 agosto‑3 settembre) sul ghiacciaio di Coolidge‑Monviso.
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