Gasolio oltre i 2,1 euro al litro, Patto per il Nord: “L’Emilia non può continuare a pagare il conto”
Il gasolio ha superato i 2,10 euro al litro in Emilia-Romagna, mentre anche la benzina si avvicina alla soglia dei 2 euro. Il caro carburanti rappresenta un problema diretto per famiglie, agricoltori, autotrasportatori, artigiani e imprese, perché l'aumento dei costi di trasporto e lavorazione finisce inevitabilmente per riflettersi sui prezzi finali.
«Il caro carburanti non riguarda soltanto chi utilizza l'auto per andare al lavoro – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia –. Per un territorio produttivo come il nostro significa maggiori costi per agricoltori, autotrasportatori, artigiani, commercianti e imprese. Alla fine questi aumenti entrano nei costi di produzione e si trasferiscono inevitabilmente sui prezzi».
Secondo Ghelfi, il problema va affrontato anche dal punto di vista della fiscalità territoriale: «È proprio in situazioni come questa che si vede quanto sarebbe importante un vero federalismo fiscale. Se una quota maggiore delle risorse generate dai cittadini e dalle imprese emiliane rimanesse sul territorio, la Regione avrebbe maggiori strumenti per intervenire a sostegno dei settori maggiormente colpiti dal caro energia e dai costi dei carburanti. Non significa che la Regione possa decidere autonomamente il prezzo alla pompa – precisa Ghelfi – perché accise e fiscalità sui carburanti sono in larga parte di competenza statale. Significa però che un'Emilia-Romagna con maggiore autonomia finanziaria potrebbe utilizzare più risorse proprie per compensare questi costi, sostenendo agricoltura, trasporto merci, imprese e famiglie».
Ori Daniele, responsabile organizzativo di Patto per il Nord Emilia, aggiunge: «Il problema è particolarmente pesante per chi lavora e produce ogni giorno. Un agricoltore che deve utilizzare mezzi agricoli, un autotrasportatore che percorre migliaia di chilometri o un'impresa che deve movimentare le proprie merci non può semplicemente decidere di consumare meno carburante. Questi aumenti diventano costi obbligati che incidono direttamente sulla competitività. Per questo – prosegue – servono politiche che tengano conto delle caratteristiche produttive dei nostri territori. Non possiamo pensare di applicare le stesse soluzioni a realtà completamente diverse. Più risorse e più autonomia per i territori significherebbero anche maggiore capacità di intervenire dove il problema è più pesante, senza dover attendere ogni volta un provvedimento deciso a Roma».
«Il federalismo fiscale non è uno slogan astratto – concludono Ghelfi e Daniele –. Significa avere maggiori risorse vicino ai cittadini e poterle utilizzare per affrontare i problemi del territorio. Se l'Emilia produce ricchezza, una parte maggiore di quella ricchezza deve poter rimanere in Emilia, soprattutto quando famiglie e imprese si trovano ad affrontare aumenti che mettono a rischio competitività e potere d'acquisto».
- Gasolio oltre i 2,1 euro al litro, Patto per il Nord: "L'Emilia non può continuare a pagare il conto"
- Finalestate 2026 è in arrivo: gli appuntamenti della prima settimana
- Lavori al ponte sul fosso Piana di Bernardella, strada provinciale 28 chiusa da lunedì 24 agosto
- Cade dal balcone del quarto piano mentre annaffia le piante, morta 81enne
- Mirandola, modifiche alla viabilità in via Punta per lavori di asfaltatura
- Il Mago sbarca in Romagna: oggi Ronaldinho si presenta a Ravenna, ripercorriamo i trionfi e le cadute di una leggenda del calcio
- Dal 27 al 31 agosto torna a Finale Emilia la Sagra della Tagliatella Finalese
















































































