Incendio alla Eco.Ge.Ri di Finale Emilia, l’Osservatorio: “Diffidato il sindaco dal concedere permessi di costruire e autorizzazioni per far ripartire l’impianto”
FINALE EMILIA - Tramite una nota stampa, l'Osservatorio civico "Ora tocca a noi" interviene in merito all'incendio all'impianto Eco.Ge.Ri. di Finale Emilia:
"L’Osservatorio civico Ora tocca a noi ha tenuto informata la cittadinanza in tempo reale per tutta la durata dell'incendio dell’impianto Eco.Ge.Ri. S.r.l. Viste le conseguenze e la pericolosità di ospitare questa industria, l'Osservatorio ha deciso di diffidare il sindaco dal rilasciare qualsiasi titolo edilizio o urbanistico per la ricostruzione dei capannoni andati distrutti nel devastante incendio del 7 agosto 2026. Un incendio che, per estensione e impatto, rappresenta uno dei più gravi disastri ambientali verificatesi negli ultimi anni nel territorio di Finale Emilia, con emissioni estese che hanno interessato anche i comuni modenesi, ferraresi, bolognesi ..
Alle 4:30 del 7 agosto 2026, dall'impianto Ecogeri si è generato uno spaventoso incendio che ha richiesto l'intervento ed il presidio di decine di mezzi dei Vigili del Fuoco, che si sono alternati per domare delle fiamme apocalittiche. Alle prime luci del mattino, è stata immediatamente visibile una colonna di fumo nero e tossico che si è alzata dal sito Eco.Ge.Ri., trascinando con sé tonnellate di plastica bruciata, sostanze nocive e particolato fine. La nube ha investito Finale Emilia, Bondeno, Cento, San Felice, Mirandola e altri comuni, raggiungendo aree del bolognese e del ferrarese e oltre, visibile anche nel mantovano e ai confini con il Veneto. Campi, allevamenti, abitazioni: tutto è stato esposto a un inquinamento massiccio e improvviso di Ipa e Diossina e altre sostanze tossiche. A nostro parere, è impensabile ricostruire un impianto del genere nel nostro territorio. L’Osservatorio denuncia che, ad oggi, non esiste alcuna certezza sulle cause del rogo, né sulle condizioni reali di sicurezza dell’impianto prima dell’incendio.
Le indagini sono in corso, così come gli accertamenti tecnici di Arpae, Ausl e Vigili del Fuoco. Per questo motivo, l’Osservatorio diffida il sindaco — quale massima autorità sanitaria locale — dal concedere permessi di costruire e autorizzazioni urbanistiche che consentano all’impianto di ripartire come se nulla fosse accaduto. La salute dei cittadini non è negoziabile! Non permetteremo che l’impianto riparta mentre ancora si contano i danni ambientali e sanitari. Prima vengono la verità, le responsabilità e la bonifica. Il sindaco ha il dovere di fermare tutto. La comunità non accetterà scorciatoie né silenzi. La nostra richiesta è il ritiro dell’AIA. L’Osservatorio chiede che il sindaco eserciti i poteri previsti dall’art. 29-quater del D.Lgs. 152/2006, chiedendo il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell’impianto.
Un atto necessario, alla luce delle nuove circostanze. La comunità pretende trasparenza e responsabilità. L’Osservatorio annuncia che monitorerà ogni passaggio amministrativo, pronto a intervenire in tutte le sedi istituzionali per impedire che l’impianto venga ricostruito senza prima aver chiarito:
- cosa è bruciato,
- perché è bruciato,
- chi doveva controllare,
- quali rischi sanitari sono stati generati,
- quali bonifiche sono necessarie.
La comunità di Finale Emilia non sarà lasciata sola!"
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