Modena, giovedì 20 agosto al via la Festa provinciale de l’Unità: Pizzocchi e Preci protagonisti della prima serata
MODENA - Prende ufficialmente il via giovedì 20 agosto la Festa provinciale dell’Unità di Modena, che fino al 13 settembre animerà nuovamente l’area di via Divisione Acqui, accanto al PalaPanini, trasformandola per oltre tre settimane in una cittadella della politica, della cultura, della musica, dello spettacolo e della socialità. L’edizione 2026, accompagnata dallo slogan “Questo sentimento popolare”, ripreso da un celebre verso di Franco Battiato, sarà aperta dal martedì alla domenica a partire dalle ore 18.30. La giornata inaugurale prenderà il via alle ore 19.00 con il tradizionale momento di apertura, al quale interverranno Luigi Tosiani e Massimo Paradisi, segretari rispettivamente regionale e provinciale del Pd, Michele Bracco per i Giovani Democratici, la portavoce provinciale della Conferenza delle Democratiche Patrizia Belloi, le presidenti di Assemblea e Direzione provinciale Susan Baraccani e Marika Menozzi, e il responsabile della Festa Marcello Mandrioli. Un’apertura che vuole mettere immediatamente al centro il significato più profondo delle Feste dell’Unità: luoghi nei quali la politica torna a incontrare le persone, nei quali confrontarsi senza paura della complessità, ascoltare idee diverse e costruire attraverso la partecipazione una visione del futuro. Un appuntamento reso possibile, ancora una volta, dal lavoro di centinaia di volontarie e volontari dei circoli di tutta la provincia, impegnati da settimane nell’allestimento e nella gestione della Festa. Al termine degli interventi inaugurali si esibirà la Banda filarmonica “Città di Carpi”. Seguirà l’apertura delle due esposizioni che accompagneranno l’intera edizione della Festa: “Alle origini dell’arcobaleno. Discorsi e azioni di pace a Modena 1945-1970” e “Il divorzio è un sentimento! Donne e politica nel referendum del 1974”. La prima ricostruisce le diverse culture e forme dell’impegno per la pace che hanno attraversato il territorio modenese nel secondo dopoguerra; la seconda, attraverso manifesti, locandine, riviste e volantini, racconta la mobilitazione attorno al referendum sul divorzio del 1974 e una conquista civile che ha profondamente cambiato la società italiana. Entrambe le mostre sono promosse dalla Fondazione Modena 2007, insieme al Centro Documentazione Donna e all’Istituto storico di Modena.
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