Otto donne uccise in due mesi, Forum Donne Verdi Emilia Romagna: “Non possiamo e non dobbiamo abituarci”
EMILIA-ROMAGNA - Il comunicato Forum Donne Verdi Emilia Romagna sulle donne uccise tra luglio e agosto nel nostro Paese.
Otto donne uccise tra luglio e agosto, donne di diversa età e provenienza, accomunate dalla fine violenta per mano di un uomo che conoscevano benissimo, il marito o l’ex compagno. E solo due giorni fa, proprio nella nostra regione si è sfiorato il nono femminicidio quando un uomo al culmine di una violenta discussione con la moglie ha lanciato l’auto nel portocanale di Cattolica. La moglie, che in acqua è stata anche strattonata dall’uomo, non sapeva nuotare ed è salva solo grazie all’intervento di alcuni passanti.
Abbiamo pianto tante vittime di femminicidio in questi anni, ma una cosa è certa, NON VOGLIAMO ABITUARCI!
Così come non vogliamo più ascoltare le parole di un Governo Ponzio Pilato che non si assume alcuna responsabilità, liquidando i femminicidi come un problema di criminalità individuale e non, come invece si tratta, di un problema sociale e politico. E non commentiamo neppure i deliri di chi sostiene che il femminicidio non esiste. Che lo raccontino ai figli rimasti orfani o ai genitori che hanno perso le loro figlie!
Quello che è veramente necessario e noi donne di Europa Verde a ogni femminicidio lo ripetiamo, è promuovere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza fin dall’infanzia. L’educazione gioca un ruolo cruciale nel decostruire stereotipi dannosi, è la prima linea della prevenzione e bisogna che il Ministro Valditara se ne faccia una ragione!!
Allo stesso tempo, è necessario rafforzare e applicare con rigore, le misure di prevenzione e protezione delle vittime, potenziare i centri antiviolenza e i canali di ascolto protetti. Le denunce, le ammonizioni e anche il braccialetto elettronico si è visto che non servono a bloccare un femminicida.
E poi c’è il tema dei temi: affrontare il fenomeno del femminicidio richiede un’analisi culturale e profonda delle radici misogine legate alle dinamiche di potere patriarcale. È fondamentale comprendere come la percezione di una perdita di potere, in questo caso la capacità delle donne di dire di no, possa sfociare, in alcuni uomini, in atti di violenza inaccettabile.
“La grande maggioranza dei femminicidi – commenta Sara Londrillo coportavoce regionale di Europa Verde – scatta quando una donna dice di no, scatta da un gesto di libertà e la libertà è un diritto fondamentale imprescindibile”.
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