Ricostruzione chiesa di San Francesco a Mirandola. il comitato: “A 14 anni dal sisma, è arrivato il momento di fare chiarezza”
MIRANDOLA - La nota di Andrea Smerieri – Comitato Pro San Francesco “Com’era, dov’era”, Antonio Platis e Antonio Tirabassi – Forza Italia, Nicoletta Vecchi Arbizzi – La nostra Mirandola, sulla chiesa di San Francesco.
«Dopo quattordici anni dal terremoto, otto Governi e altrettanti Ministri della Cultura di diverso orientamento politico, è arrivato il momento di fare definitivamente chiarezza sul percorso di ricostruzione della chiesa di San Francesco. Il comitato pro ricostruzione fedele del dott. Andrea Smerieri, Forza Italia e La Nostra Mirandola della prof. Nicoletta Vecchi Arbizzi portano avanti questa battaglia da anni: prima per affermare il principio del “com’era e dov’era”, poi per chiedere il rispetto della volontà espressa dalla città e oggi per capire esattamente dove e perché la macchina burocratica si sia fermata. È questo l’obiettivo dell’interrogazione che abbiamo sollecitato fosse presentata in Regione e dell’analoga iniziativa che sarà promossa a livello nazionale».
Le tre associazioni ricordano la cronistoria del percorso per la ricostruzione post sisma.
«Per la messa in sicurezza furono destinati 394.599,83 euro per il primo stralcio mentre per il secondo 998.616,51 euro. Complessivamente circa 1,39 milioni per opere provvisionali, messa in sicurezza e consolidamento delle strutture rimaste. Nel 2020 è stato poi bandito il concorso di progettazione e nell’agosto 2021 è stato affidato il progetto definitivo-esecutivo. Sono trascorsi cinque anni da quell’affidamento e il progetto non è ancora arrivato all’approvazione e alla successiva messa a gara».
Nel marzo 2026 la Soprintendenza, rispondendo al Comune dopo l’ennesima iniziativa di Forza Italia sul tema, ha comunicato che la progettazione era ancora in corso a seguito delle integrazioni richieste dalla Commissione Congiunta e che occorrevano ulteriori indagini diagnostiche. Nel frattempo, con la riforma del Ministero, le competenze dell’ex Segretariato regionale sono state trasferite alla Soprintendenza per la Città metropolitana di Bologna, oggi soggetto attuatore.
Nel frattempo è cambiato anche il quadro istituzionale: il 31 dicembre 2025 si è concluso lo stato di emergenza relativo al sisma del 2012, con il superamento del precedente regime commissariale straordinario.
«Per due volte il Consiglio comunale si è pronunciato all’unanimità per una ricostruzione rispettosa del principio del “com’era e dov’era”: una prima volta nel 2013, sulla spinta di una petizione popolare, e nuovamente dieci anni dopo con una nuova mobilitazione cittadina. Una posizione che le tre associazioni hanno sostenuto con convinzione e che non blocca alcun ché, ma ha contribuito a dare voce alla posizione dei mirandolesi».
«Anche Italia Nostra si è espressa per una revisione del progetto rispettosa dell’identità storica dell’edificio e capace di evitare falsi storici. Il “com’era e dov’era” non è quindi uno slogan di un partito o di una parte, ma una sensibilità profondamente radicata nella comunità mirandolese e sostenuta dagli ultimi tre sindaci, Maino Benatti, Alberto Greco e Letizia Budri, pur appartenendo a esperienze politiche differenti. È bene ricordare come il Comune non è né proprietario della chiesa né soggetto attuatore dell’intervento, infatti, San Francesco appartiene al Fondo Edifici di Culto».
«Ringraziamo per gli ultimi interventi l’attuale sindaco Letizia Budri che, ben prima delle più recenti segnalazioni, aveva già sollecitato la Soprintendenza. Il 5 agosto ha nuovamente chiesto chiarimenti sul completamento delle integrazioni progettuali, sul quadro economico e sui tempi per la messa a gara, chiedendo anche una verifica delle opere provvisionali e del cantiere in stato di ammaloramento».
Resta aperto il nodo finanziario. Nell’ultima ordinanza commissariale in regione risultano complessivamente 6 milioni di euro per i tre stralci, parte dei quali già utilizzati per la messa in sicurezza e il recupero delle strutture portanti superstiti, ai quali si aggiungono 3 milioni di cofinanziamento ministeriale. Lo stesso sindaco Budri ha chiesto di verificare se le risorse siano sufficienti per il pieno recupero e, in caso contrario, di valutare un’integrazione attraverso il Fondo dinamico.
«Dopo quattordici anni non cerchiamo un colpevole, ma vogliamo capire dove la burocrazia abbia bloccato il percorso e rimuovere quell’ostacolo. Chiediamo risposte e tempi certi per la progettazione definitiva. Mirandola, invece, la propria scelta l’ha già fatta, per due volte e all’unanimità: restituire alla città la sua San Francesco, com’era e dov’era ».
Nella foto del 2023 Tirabassi, Platis, Smerieri davanti a San Francesco con i fogli dell'ultima petizione raccolta e promossa dal Comitato, Forza Italia e La Nostra Mirandola.
- Blitz al Grandemilia e I Portali: stop all'incubo camper nei parcheggi, ecco cos'è successo
- Controlli a tappeto nella Bassa Modenese: i Carabinieri blindano Concordia e San Possidonio
- Mercoledì 2 settembre prende il via la stagione della caccia
- Ricostruzione chiesa di San Francesco a Mirandola. il comitato: "A 14 anni dal sisma, è arrivato il momento di fare chiarezza"
- Dichiarazioni dei redditi in Emilia-Romagna, oltre un lavoratore su quattro non arriva a 15mila euro
- Cocaina e serre per coltivare la marijuana, arrestato 28enne a Sassuolo
- Incendi boschivi, in tutta l’Emilia-Romagna prorogata fino al 7 settembre la fase di preallarme
















































































