Rogo alla Eco.Ge.Ri, Arpae rassicura: inquinanti in calo e nessun effetto sanitario registrato
FINALE EMILIA – Dopo giorni di preoccupazione, finestre chiuse, raccomandazioni precauzionali e timori per le possibili conseguenze della grande nube di fumo sprigionata dall’incendio alla Eco.Ge.Ri di Finale Emilia, arrivano dati rassicuranti da Arpae e Ausl di Modena. Nel nuovo aggiornamento sul rogo divampato venerdì 7 agosto, i due enti parlano di un «quadro ambientale in completa risoluzione» e sottolineano che, sulla base dei monitoraggi effettuati, non si sono registrati effetti sulla salute della popolazione coinvolta.
L’incendio, scoppiato nelle prime ore del 7 agosto nel polo industriale di Finale Emilia, aveva suscitato forte allarme non soltanto nel territorio finalese. La grande colonna di fumo nero era risultata visibile a chilometri di distanza e, nelle ore immediatamente successive al rogo, erano state adottate misure di massima precauzione anche nei comuni vicini. Ausl aveva invitato la popolazione di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Camposanto a limitare le attività all’aperto, tenere chiuse porte e finestre e prestare particolare attenzione alle persone più fragili.
Preoccupazioni alimentate anche dall'incertezza, nelle prime ore, sulla natura e sulla quantità delle sostanze disperse nell'aria. Nei giorni successivi il caso ha continuato a far discutere: l'Osservatorio civico “Ora tocca a noi”, ad esempio, ha chiesto che prima di un'eventuale ripartenza dell'impianto siano chiarite cause dell'incendio, conseguenze ambientali, condizioni di sicurezza e necessità di bonifica.
Ora, a una settimana dal rogo, Arpae e Ausl tracciano un quadro decisamente più rassicurante.
Arpae: «Valori tornati alle condizioni di fondo»
Arpae ha mantenuto attivo un monitoraggio continuo della qualità dell'aria e delle matrici ambientali interessate fin dalle prime ore dell'emergenza. Secondo quanto riportato nel comunicato congiunto del 14 agosto, i dati analitici confermano il ritorno a condizioni tipiche del fondo ambientale.
La dispersione degli inquinanti è stata condizionata dalle condizioni meteorologiche registrate durante l'incendio. In particolare, nelle primissime ore del rogo, i venti moderati avevano temporaneamente posto San Felice sul Panaro sottovento, determinando in quella direzione la maggiore ricaduta delle emissioni.
Per quanto riguarda diossine, furani e PCB, i monitoraggi evidenziano una progressiva riduzione delle concentrazioni.
A San Felice sul Panaro le ultime rilevazioni hanno registrato valori compresi tra 0,014 e 0,018 pgTEQ/m³, mentre a Finale Emilia le concentrazioni sono rimaste costantemente molto basse, con un massimo misurato di 0,008 pgTEQ/m³.
Arpae precisa che tutti i valori riscontrati risultano compatibili con un evento accidentale di questo tipo e sono rimasti ampiamente al di sotto del valore di riferimento a breve termine di 0,300 pgTEQ/m³ indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Il netto calo rilevato nei giorni successivi allo spegnimento, secondo l'Agenzia, dimostra quindi l'esaurimento del fenomeno e il ritorno a una situazione di impatto non significativo sulla qualità dell'aria.
IPA e composti organici: concentrazioni giudicate trascurabili
Un andamento analogo riguarda gli Idrocarburi policiclici aromatici (IPA). A San Felice sul Panaro è stato registrato un continuo trend decrescente, mentre a Finale Emilia i livelli sono rimasti sostanzialmente stabili.
In tutti i casi, spiegano Arpae e Ausl, le concentrazioni sono risultate «del tutto trascurabili». Anche il benzo(a)pirene, unico IPA normato dal decreto legislativo 155/2010, è rimasto ampiamente sotto il valore obiettivo di 1 ng/m³, valore peraltro riferito a una media annuale.
Il monitoraggio dei Composti organici volatili (COV) non ha evidenziato anomalie significative rispetto ai normali livelli estivi della Pianura Padana. Le concentrazioni di benzene sono risultate molto basse e sostanzialmente sovrapponibili a quelle registrate nella stazione di Bastiglia, utilizzata come riferimento perché non interessata dall'incendio.
Regolari anche i livelli di toluene, etilbenzene, xileni e stirene.
Acroleina, un picco isolato poi rientrato
Per quanto riguarda le aldeidi, formaldeide, acetaldeide e propionaldeide si sono mantenute su valori generalmente bassi e stabili.
L'unico dato più significativo riguarda l'acroleina, che a Finale Emilia ha fatto registrare un valore isolato di 130,7 microgrammi per metro cubo. Il dato è però rapidamente rientrato: nel campionamento successivo la concentrazione era scesa a 15,5 microgrammi per metro cubo, un livello analogo a quello misurato a Bastiglia.
Ausl: nessun accesso al Pronto soccorso riconducibile all'incendio
Sul fronte sanitario, l'Ausl di Modena sottolinea la natura transitoria degli incrementi rilevati per diossine, furani e IPA, con valori tornati nel giro di 72-96 ore in linea con quelli di fondo.
Alla data del 14 agosto, scrivono Arpae e Ausl, non risultano effetti sulla salute della popolazione coinvolta.
Un dato viene inoltre confermato rispetto alle comunicazioni diffuse già nelle ore successive al rogo: non sono stati registrati accessi al Pronto soccorso per sintomatologie correlate all'incendio.
Secondo l'Ausl, nella valutazione complessiva ha avuto un ruolo anche l'adozione immediata, venerdì 7 agosto, delle raccomandazioni di massima cautela rivolte ai cittadini.
Ora controlli anche su frutta e verdura
Il monitoraggio, però, non è ancora completamente concluso.
Nei prossimi giorni il Dipartimento di Sanità pubblica procederà con il campionamento delle matrici vegetali nelle aree interessate dalla ricaduta dei fumi, come previsto dal modello operativo regionale. Gli esiti delle analisi di laboratorio saranno successivamente resi pubblici.
Nel frattempo resta una raccomandazione precauzionale per la popolazione nella fascia interessata dalla nube, lungo la direttrice est-ovest da Finale Emilia a San Felice sul Panaro.
In assenza di piogge che possano aver dilavato eventuali residui di polveri, Arpae e Ausl invitano infatti a lavare accuratamente oppure sbucciare frutta e verdura provenienti da orti e produzioni private prima del consumo.
Dopo l'allarme dei primi giorni, dunque, i dati oggi disponibili indicano un progressivo ritorno alla normalità sul fronte della qualità dell'aria. Restano però aperti gli approfondimenti sulle matrici vegetali e, parallelamente, il dibattito sulle cause del rogo, sulle condizioni dell'impianto e sul suo futuro, temi che nei giorni successivi all'incendio hanno alimentato preoccupazione e richieste di chiarimenti da parte della popolazione e dei comitati del territorio.
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