Una festa per il campanile di Massa Finalese: dopo il sisma torna simbolicamente alla comunità
MASSA FINALESE – Un simbolo del paese torna finalmente a dominare lo skyline della Bassa modenese. Nel giorno dell’Assunta, la comunità di Massa Finalese ha celebrato il completamento dei lavori di recupero del campanile della chiesa di San Geminiano Vescovo, gravemente danneggiato dal terremoto del 2012.
La giornata ha avuto un significato particolare anche perché coincide con il centenario della costruzione del campanile, risalente al 1926. A segnare questo passaggio sono state una processione e la successiva benedizione, seguite da un momento conviviale aperto alla cittadinanza.
Con i suoi 47 metri di altezza, il campanile di Massa Finalese è tra i più imponenti del territorio modenese ed è il secondo più alto dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Il suo ritorno rappresenta anche uno dei segni più visibili del lungo percorso di ricostruzione seguito al sisma emiliano.
Proprio i campanili furono infatti tra gli edifici maggiormente colpiti dalle scosse del 2012: in diversi centri della pianura vennero lesionati, puntellati o abbattuti. A distanza di quattordici anni, vedere nuovamente queste strutture svettare sopra i paesi assume quindi un valore che va ben oltre l’aspetto architettonico.
L’intervento sul complesso parrocchiale di Massa Finalese è stato lungo e articolato. I lavori, iniziati nel 2020, hanno dovuto fare i conti con diversi rallentamenti, dalla pandemia fino alla scomparsa, nel 2024, del precedente direttore dei lavori. In corso d’opera sono inoltre emerse criticità maggiori rispetto alle prime valutazioni.
La stima iniziale, pari a circa 1,9 milioni di euro, è così salita fino a raggiungere complessivamente circa 3 milioni di euro, finanziati dalla Regione.
Per mettere in sicurezza il campanile, costruito in muratura di mattoni faccia a vista e con pianta quadrata, sono state inserite catene strutturali destinate a collegare e consolidare i quattro fronti. La torre termina con quattro bifore che si aprono sulla cella campanaria, sovrastata dalla guglia.
Se il recupero esterno del campanile può dirsi sostanzialmente concluso, rimangono ancora alcune lavorazioni interne. Parallelamente procede verso la conclusione anche la ricostruzione della chiesa di San Geminiano, anch’essa pesantemente compromessa dalle scosse del 2012.
Gli interventi strutturali nell’edificio religioso sono terminati e negli ultimi mesi il cantiere si è concentrato sugli impianti, sulle finiture, sugli arredi e sui restauri. Tra gli interventi più significativi figura quello sull’altare maggiore, già completato.
La chiesa, caratterizzata da un impianto basilicale a tre navate, cappelle laterali, volte e abside semicircolare, aveva riportato durante il terremoto danni particolarmente seri, compreso il crollo di alcune volte e l’inclinazione di una parete.
L’obiettivo è completare tutte le opere entro la fine dell’anno, con la prospettiva di restituire definitivamente alla parrocchia sia la chiesa sia il campanile. La data dell’inaugurazione ufficiale sarà stabilita dalla comunità parrocchiale e potrà essere fissata entro il 2026 oppure nei primi mesi dell’anno successivo.
Per Massa Finalese, intanto, il ritorno del campanile rappresenta già un traguardo importante: dopo anni di impalcature e cantieri, uno dei punti di riferimento più riconoscibili del paese è tornato a mostrarsi nella sua interezza.
NELLA FOTOGALLERY DI GIUSEPPE CATTABRIGA, I MOMENTI PREGNANTI DELLA FESTA
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