Iran, media: petroliera di Teheran colpita da missili Usa sull’isola di Kharg
(Adnkronos) - Una petroliera iraniana sarebbe stata colpita dagli Stati Uniti nei pressi dell'isola di Kharg, principale hub petrolifero iraniano nel Golfo Persico, dove sono state udite delle esplosioni. Lo riportano i media iraniani a pochi giorni dal riaccendersi dei combattimenti con gli Stati Uniti. L'agenzia di stampa Snn ha affermato che "una petroliera iraniana è stata colpita dagli Stati Uniti" vicino all'isola, mentre l'agenzia Fars ha dichiarato che il proprio corrispondente ha udito deflagrazioni, anche se non era visibile alcun fumo.
Un rapporto dell'agenzia di stampa iraniana Khabar Fouri, rilanciato da Al Jazeera, corrobora quanto scritto dalla Snn, spiegando che la petroliera iraniana è stata colpita da quattro missili statunitensi ed è in fase di evacuazione.
L’Iran è diventato più fiducioso nelle proprie capacità e "sembra determinato a proseguire il conflitto per mesi, con l’obiettivo di frustrare gli Stati Uniti", anche in vista delle elezioni di metà mandato a novembre. Lo scrive il New York Times, citando funzionari a conoscenza di rapporti dell’intelligence Usa redatti nelle ultime settimane. Anche se la ripresa dei combattimenti sembra limitata, la dinamica degli attacchi iraniani sembra suggerire che il governo di Teherab stia considerano un'escalation significativa, rileva la testata.
Questo nuovo irrigidimento delle autorità iraniane sembra trovare fondamento nell'aumento della conoscenza dei propri punti di forza militari e della capacità di attaccare obiettivi in Medio Oriente, oltre che della scarsità di munizioni Usa e della leva creata dalle conseguenze economiche degli attacchi nello Stretto di Hormuz. A ciò si aggiunge il calcolo relativo alle elezioni di metà mandato negli Usa, che si terranno a novembre, nella speranza che i costi più alti della benzina infliggano costi politici più alti al presidente Donald Trump e ne riducano lo spazio di manovra dopo quella data.
Di conseguenza, stando alle fonti del Nyt, i rapporti indicano che sarà difficile raggiungere qualsiasi sorta di accordo per porre pienamente fine alla guerra. Anzi, stando ai funzionari sentiti dalla testata, l’Iran potrebbe intraprendere azioni simili a quelle compiute a luglio, quando attaccò una serie di basi militari statunitensi in Medio Oriente, uccidendo tre soldati americani in Giordania, e colpì infrastrutture strategiche in Paesi come il Kuwait, oltre a intensificare la pressione sul traffico marittimo nello Stretto. Si ritiene anche che ci siano hacker legati a Teheran dietro l'offensiva informatica contro oltre 100 sistemi idrici in tutti gli Usa nello stesso mese.
I funzionari e degli esperti sentiti dal New York Times ritengono che l'Iran possa favorire l'utilizzo di campagne informatiche offensive, anche a bassa intensità, per indebolire il sostegno dell'opinione pubblica Usa a una guerra già molto impopolare secondo i sondaggi. Gli hacker in questione, che si sarebbero riorganizzati negli ultimi mesi dopo aver subito perdite nella sequela di raid statunitensi e israeliani all'inizio della guerra, avrebbero anche mostrato interesse nell’attaccare infrastrutture petrolifere e del gas negi Usa, sebbene tali sistemi siano più difficili da violare.
Contestualmente, si riscontrano segnali relativi alla volontà iraniana di influire sulle elezioni di metà mandato anche attraverso la diffusione di propaganda anti-Trump, come avvenne durante le elezioni presidenziali del 2020 e del 2024. Questi includono un recente rapporto di Meta su una piccola rete di account su Facebook e Instagram con origine iraniana, che pubblicavano contenuti sulla politica Usa, in parte generati con intelligenza artificiale, assimilabili a "posizioni anti-repubblicane". Inoltre, la società di intelligence sulle minacce Alethea ha reso noto che nelle ultime due settimane i media nazionali in Iran hanno pubblicato oltre 1.200 articoli in lingua persiana con riferimenti sia a Trump sia alle elezioni di metà mandato.
Dal canto suo, l'amministrazione Trump ha avviato un'offensiva economica contro Teheran, cercando di coinvolgervi altri Paesi anche mediante minacce di coercizione, con l'obiettivo di ottenere concessioni dall'Iran. Secondo le fonti del Nyt, probabilmente le sanzioni economiche Usa andranno a favorire un’escalation. Nel mentre, però, il presidente non sembra intenzionato a perseguire una via negoziale, che sembra più difficile dopo i diversi fallimenti susseguitisi nel corso dell'estate, e il suo vice JD Vance di recente ha minimizzato la minaccia posta dal regime iraniano ai cittadini Usa, pur riconoscendone l'esistenza.
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