Vendita lotti di terreni a San Felice, l’opposizione: “Film già visto, per salvare la ricostruzione servivano scelte chiare, non palliativi”
SAN FELICE SUL PANARO - Il gruppo consiliare di centrosinistra a San Felice sul Panaro è intervenuto in merito all’asta pubblica per la vendita di lotti di terreni, indetta dall’Amministrazione comunale:
“Sulla stampa di oggi abbiamo letto l’articolo nel quale si annuncia nuovamente una procedura di vendita di lotti di terreno - dichiarano i consiglieri del gruppo di centrosinistra Rigeneriamo San Felice - che, stando a quanto si legge, serviranno a salvare la ricostruzione post sisma”.
“Ci sia consentito di osservare come questa operazione sia purtroppo da considerarsi un film già visto e riproposto sistematicamente ogni anno, il cui esito continua a tradursi in un nulla di fatto - proseguono i consiglieri - mentre per salvare la ricostruzione, per la quale il nostro comune è ormai il fanalino di coda nella bassa dopo sette anni di amministrazione di centrodestra, sarebbero state necessarie scelte chiare a tempo debito”.
“Leggere inoltre che la vendita di lotti è propedeutica a salvare la ricostruzione significa a nostro giudizio far passare un messaggio ai cittadini tale per cui non sono state trovate risorse disponibili per la stessa - ribadiscono dal gruppo di centrosinistra - mentre chi ha amministrato precedentemente i soldi li ha accantonati e negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le somme relative al rimborso derivante da mancato gettito di Imu su edifici inagibili fondamentali per chiudere il bilancio in pareggio, sono state fondamentali per chiudere il bilancio in pareggio”.
“Un ultimo aspetto che ci preme sottolineare riguarda in generale le scelte relative all’alienazione di patrimonio pubblico - affermano - sulle quali abbiamo sempre espresso un giudizio critico, in quanto la parte del bilancio utile ai cittadini è quella legata alle entrate correnti, come quelle generate dalla ex Farmacia Comunale e dagli impianti fotovoltaici se sottoposti ad un’adeguata manutenzione, che avrebbero dovuto essere salvaguardate con attenzione”.
“Ostinarsi nel cercare di recuperare entrate in conto capitale vendendo patrimonio pubblico, così come ben testimoniato e confermato dalle ultime scelte dell’amministrazione comunale, compresa questa - concludono - non serve ad altro che continuare nella scelta sbagliata di estinguere anticipatamente mutui, molti dei quali in scadenza, con relative penali che ricadono sulle finanze pubbliche”.
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