Crisi Gambro-Vantive di Medolla, Vaccari (Pd): “Troppe incognite sul potenziale acquirente, servono garanzie concrete”
MEDOLLA - "Le rassicurazioni sulla solidità del potenziale acquirente di Vantive non sono sufficienti se continuano a mancare informazioni fondamentali sulla sua identità, sulle reali intenzioni industriali e sulle prospettive dello stabilimento di Medolla. Il rinvio di queste comunicazioni, emerso nel corso del tavolo ministeriale, alimenta un clima di incertezza che non può che destare forte preoccupazione".
A dichiararlo è il deputato modenese del Partito Democratico Stefano Vaccari, che interviene sugli sviluppi della vertenza Vantive:
"Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal sindaco Caciolari. Non siamo di fronte a una semplice operazione societaria, ma a una vicenda che coinvolge direttamente il futuro di centinaia di famiglie e di un intero territorio. È indispensabile conoscere non soltanto chi intenda acquisire l'azienda, ma soprattutto quale progetto industriale abbia in mente, quali investimenti sia disposto a garantire e quale ruolo intenda assegnare al sito produttivo di Medolla. Senza queste risposte, il rischio è che dietro le rassicurazioni di oggi si nascondano scelte capaci di compromettere domani la continuità produttiva e occupazionale. Parliamo di un'azienda che occupa 500 persone in un Comune di circa 6.600 abitanti, inserito in un distretto industriale di 90mila residenti, al quale viene attribuito il 2% del PIL nazionale. Numeri che raccontano la straordinaria rilevanza economica di questo territorio, ma dietro i quali ci sono soprattutto persone, competenze, professionalità e famiglie che hanno diritto a guardare al futuro con fiducia. Non possiamo accettare che questo patrimonio venga esposto a rischi senza che vi siano garanzie chiare e verificabili.
Il prossimo tavolo ministeriale dovrà rappresentare un passaggio decisivo per fare chiarezza: chiediamo all'azienda la massima trasparenza e un'assunzione di responsabilità all'altezza della posta in gioco. Dal Governo ci aspettiamo che eserciti fino in fondo il proprio ruolo, vigilando affinché l'eventuale passaggio di proprietà non si traduca in un indebolimento del presidio industriale di Medolla, in un ridimensionamento delle attività o in conseguenze negative per l'occupazione. Il futuro di Medolla e della Bassa modenese non può essere affidato a promesse generiche o a operazioni poco trasparenti".
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