PERSONE | Simonetta Calzolari, l’esperta che racconta arte e archeologia nella Bassa modenese
Ci sono PERSONE che attraversano il patrimonio culturale con passo lieve, ma con una dedizione così costante da diventare parte della sua stessa struttura. Simonetta Calzolari, classe 1979, sanfeliciana da sempre, appartiene a questa rara categoria: quella di chi non si limita a studiare l’arte, ma la vive, la osserva, la protegge e la restituisce alla comunità con un gesto profondamente civile.
La sua storia comincia tra le aule universitarie di Ravenna, dove sceglie di laurearsi in Conservazione dei Beni Culturali. Una scelta che non nasce da un calcolo, ma da un sentimento: l’amore per i musei, per l’arte antica, dal Medioevo al Settecento e ancora prima, fino alla Grecia e a Roma.
Dopo gli studi, arrivano gli anni delle collaborazioni con cooperative e associazioni culturali del territorio. Lavora nelle mostre e nei musei locali, tra cui la Mostra Archeologica G. Venturini nella Rocca di San Felice e il Museo Civico del Castello dei Pico a Mirandola. Sono esperienze che la formano sul campo, che le insegnano la concretezza del lavoro culturale, la cura dei dettagli, la responsabilità verso ciò che si tramanda.
Poi la svolta: Simonetta vince un concorso del Ministero della Cultura. Cinque anni alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, immersa tra opere che hanno costruito la storia dell’arte italiana, e oggi il suo lavoro continua alla Galleria Estense di Modena, uno dei luoghi più preziosi della nostra regione.
Ma c’è un’altra parte della sua storia, quella che la rende una voce riconoscibile nella Bassa modenese: la scrittura. Dal 2008 Simonetta racconta il patrimonio storico e artistico del territorio attraverso articoli e rubriche, prima su l'Indicatore Mirandolese — dove firma testi per circa dieci anni — e poi attraverso una produzione editoriale che, dal 2013, diventa sempre più ricca e strutturata.
Ha pubblicato sei libri, tutti dedicati alla valorizzazione dei beni culturali; un lavoro paziente che nasce dal desiderio di avvicinare le persone all’arte che le circonda, di far intravedere ciò che spesso resta nell’ombra, di trasformare una curiosità distratta in conoscenza consapevole. La sua scrittura è divulgativa, curata nel dettaglio e pensata per un pubblico ampio. Antichi affreschi religiosi della provincia modenese, ad esempio, è un catalogo di quasi duecento pagine: un’opera che ha richiesto metodo, studio, disciplina e quella costanza che Simonetta coltiva da sempre, mentre con La Quadreria dei Pico nel Palazzo Ducale di Mirandola ha portato alla conoscenza del pubblico l'esistenza di dipinti dispersi da secoli che erano di proprietà della nobile famiglia mirandolese e che lei stessa ha contribuito, attraverso un percorso di ricerca, a ritrovare.
L’ultimo libro, Provincia romana, è un viaggio nelle tracce della presenza romana nel modenese: frammenti di statue, mosaici pavimentali, coppe da mensa, iscrizioni funerarie. Ogni reperto diventa una storia, un indizio, un modo per ricostruire la vita di un territorio che, molto prima di noi, era già attraversato da gesti, riti, quotidianità.
Un lavoro che unisce archeologia e narrazione, e che amplia lo sguardo oltre la Bassa, verso il carpigiano, il nonantolano, i comuni confinanti con il bolognese e la zona collinare. Accanto ai libri, c’è anche una rivista: DolceFarNiente, semestrale nato da una sua idea di promozione turistica quando era assessora alla cultura del Comune di San Felice. La rivista esce a giugno e dicembre, è cartacea e pubblicata anche su Facebook. Un progetto che parla di territorio con delicatezza, con cura e con una passione che non si esaurisce.
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