Greenwashing, le nuove regole cambiano la comunicazione ambientale, anche nel comparto moda: lunedì 12 ottobre se ne parla a Carpi
CARPI - Più di una dichiarazione ambientale su due rischia di non mantenere ciò che promette: secondo i dati della Commissione europea, il 53,3% dei green claims esaminati nell’Unione europea è risultato vago, fuorviante o infondato, mentre il 40% era privo di elementi a sostegno. A complicare ulteriormente il quadro c’è la proliferazione delle certificazioni: nell’UE si contano circa 230 marchi di sostenibilità, con livelli di trasparenza molto differenti, e circa la metà dei green labels offre una verifica debole o inesistente. Numeri che spiegano perché il contrasto al greenwashing sia diventato un tema centrale per le istituzioni europee e, soprattutto, una questione con cui le aziende devono fare i conti nella comunicazione dei propri prodotti. Dal 27 settembre 2026 sono inoltre applicabili le nuove norme europee a tutela dei consumatori nella transizione verde, che intervengono, tra l’altro, sulle dichiarazioni ambientali generiche non adeguatamente dimostrate e sui marchi di sostenibilità non affidabili. Proprio per aiutare le imprese a comprendere cosa cambia e come adeguarsi, lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 11.00, Carpi Fashion System promuove l’incontro Greenwashing. Guida pratica alle nuove normative sulla comunicazione ambientale, in programma presso la sede di ForModena, in via Carlo Marx 131 a Carpi.
Ad aprire i lavori saranno i saluti dell’assessore del Comune di Carpi Maurizio Maio. Seguiranno gli interventi di Emilio Bonfiglioli del Centro Qualità Tessile e di Anna Cortese della Camera di Commercio di Modena. L’incontro avrà un taglio pratico e operativo: si partirà dalle novità normative e da come cambiano le regole per i brand e la pubblicità, per approfondire poi divieti e limiti nell’utilizzo di termini e certificazioni senza prove concrete. Spazio anche alle strategie per comunicare l’impegno ambientale in maniera trasparente, legale e credibile e all’analisi di casi di studio, con esempi di conformità ed errori da evitare. Una questione particolarmente significativa per il settore moda, dove sostenibilità, materiali, processi produttivi, tracciabilità e caratteristiche ambientali dei prodotti sono entrati sempre più frequentemente nella comunicazione rivolta al mercato e ai consumatori. Non a caso, in un'indagine europea sulle dichiarazioni di sostenibilità potenzialmente fuorvianti, tessile, abbigliamento e calzature rappresentavano il 24% dei casi esaminati, la quota più elevata tra i settori considerati. L’obiettivo dell’appuntamento è quindi fornire alle aziende del territorio indicazioni concrete per capire che cosa si può dichiarare, su quali basi e con quali prove, trasformando il rispetto delle nuove regole anche in uno strumento per tutelare la credibilità del brand e valorizzare chi investe realmente nella sostenibilità. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Sarà possibile seguire l’incontro sia in presenza sia da remoto: al momento dell’iscrizione i partecipanti potranno scegliere la modalità preferita e, nel caso della partecipazione online, riceveranno il link per il collegamento.
Per iscriversi: https://forms.gle/KbKiAQg7N2K8M2sw8
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