Domenica 16 agosto il ricordo di Carpi dei martiri del 16 agosto 1944
CARPI - Domenica 16 agosto è stato celebrato il 76° anniversario dell’eccidio di civili inermi, fucilati dai fascisti davanti al Palazzo dei Pio, nella piazza che poi avrebbe preso il nome da quel tragico fatto: la città ha ricordato anche quest’anno la strage, senza il tradizionale corteo dal Municipio nel rispetto delle norme per prevenire la diffusione del Covid-19.
Nella mattinata, la deposizione di fiori al cippo di via Guastalla, il ritrovo di autorità, familiari e rappresentanze direttamente davanti al Monumento ai caduti, in Piazza dei Martiri, nel punto dove avvenne il massacro: qui è stata deposta una corona commemorativa, seguita dall’intervento ufficiale a cura dell’Amministrazione Comunale.
La cerimonia, promossa dal Comune in collaborazione con il “Comitato per la memoria del Comune di Carpi”, è stata accompagnata dal Corpo bandistico “Città di Carpi”.
L’episodio del 16 agosto 1944 avvenne dopo un rastrellamento di circa 120 civili nel territorio fra Rio Saliceto e Carpi, per rappresaglia in seguito all’uccisione di un repubblichino, avvenuta il giorno di Ferragosto tra Migliarina e la città: dopo esser stati torturati, sedici dei fermati furono portati al tramonto in piazza, fatti sdraiare sul selciato e fucilati a terra dalla “Brigata nera” alle 20, in contemporanea con la sepoltura del fascista giustiziato dai partigiani; poi i corpi furono lasciati sul posto fino al giorno dopo. Altre tre persone erano state assassinate durante le operazioni di rastrellamento.
Sette dei fucilati erano carpigiani (fra loro cinque di Fossoli e uno di Migliarina), altri sei di Rio Saliceto, uno di Mirandola, uno di San Felice sul Panaro e uno milanese, probabilmente sfollato a Carpi: quasi la metà aveva fra i 20 e i 29 anni, il più giovane ne aveva 18, il meno giovane 61: «La Città di Carpi nel ricordare il sacrificio di questi suoi caduti, rinnova il suo impegno a salvaguardia di quei valori di libertà, pace e fiducia nel progresso che hanno sempre contraddistinto le sue tradizioni civili».
L’episodio del 16 agosto 1944 avvenne dopo un rastrellamento di circa 120 civili nel territorio fra Rio Saliceto e Carpi, per rappresaglia in seguito all’uccisione di un repubblichino, avvenuta il giorno di Ferragosto tra Migliarina e la città: dopo esser stati torturati, sedici dei fermati furono portati al tramonto in piazza, fatti sdraiare sul selciato e fucilati a terra dalla “Brigata nera” alle 20, in contemporanea con la sepoltura del fascista giustiziato dai partigiani; poi i corpi furono lasciati sul posto fino al giorno dopo. Altre tre persone erano state assassinate durante le operazioni di rastrellamento.
Sette dei fucilati erano carpigiani (fra loro cinque di Fossoli e uno di Migliarina), altri sei di Rio Saliceto, uno di Mirandola, uno di San Felice sul Panaro e uno milanese, probabilmente sfollato a Carpi: quasi la metà aveva fra i 20 e i 29 anni, il più giovane ne aveva 18, il meno giovane 61: «La Città di Carpi nel ricordare il sacrificio di questi suoi caduti, rinnova il suo impegno a salvaguardia di quei valori di libertà, pace e fiducia nel progresso che hanno sempre contraddistinto le sue tradizioni civili».- Cavezzo piange Luca Ferrari, morto in moto sulla Canaletto: “Onesto, generoso, amava il rugby e la vita”
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