Autismo e tortellini, come esprimere la ricchezza della diversità con le mani e con il cuore
L'esperta mirandolese di risorse umane Francesca Monari racconta l'esperienza de "Il Tortellante", laboratorio di condivisione, inclusione, crescita personale e sociale con lo chef pluristellato Massimo Bottura.
Oggi, 2 Aprile in occasione della "Giornata mondiale per la consapevolezza sull'autismo", voglio raccontare a chi non la conoscesse già questa bella realtà nata a Modena nel 2016 : ‘Il Tortellante’, un laboratorio di pasta piena di condivisione, inclusione, crescita personale e sociale. Tra i collaboratori anche un testimonial d'eccezione, lo chef pluristellato Massimo Bottura.
"Il laboratorio, ideato dall'associazione Aut Aut nata con l’obiettivo di rappresentare e sostenere le famiglie con soggetti autistici di Modena e provincia, nasce dall'esigenza di insegnare a queste risorse un mestiere spendibile nel mondo del lavoro" - racconta Silvia Panini - vice Presidente e mamma di un ragazzo che lo frequenta con soddisfazione.
Allora Silvia, che aspettative avevate all'inizio e soprattutto, si sono realizzate?
“Quando siamo partiti molti nutrivano dubbi sulla possibilità di riuscita. Un gruppo di ragazzi autistici, con un livello scarsissimo di abilità, senza alcuna esperienza di lavoro: sembrava un’impresa impossibile.
Ma nel giro di poche sessioni abbiamo riscontrato risultati molto incoraggianti e dopo i primi 6 mesi tutti avevano conseguito dei progressi. Per noi famiglie si è trattato di un piccolo miracolo, che ci ha permesso di vedere con altri occhi il futuro dei nostri ragazzi”
E' vero che tutta la città di Modena è coinvolta nel progetto?
“Uno dei punti di forza del Tortellante sta nella grande capacità di attrazione per i volontari, che lavorano con vera soddisfazione al fianco dei nostri ragazzi. Le prime sono state le nonne, che hanno infuso una incredibile energia, vero motore trainante di tutto il progetto. Ma sono anche tante le persone che vengono per imparare a “piegare” i tortellini, un’arte che si stava perdendo tra le giovani generazioni.”
L'ultimo anno ha messo in seria difficoltà tutti. Com'è andata per voi?
“E’ proprio nei momenti di difficoltà che la solidarietà diventa fondamentale. Attorno al Tortellante si è formata una piccola comunità, fatta di famiglie e volontari, amici e sostenitori: mantenere i contatti – anche se solo a distanza – aiuta a non sentirsi smarriti e riduce il forte senso di incertezza che perdura da inizio pandemia. Nel frattempo al Tortellante le attività non si sono interrotte (tranne che durante il primo lockdown generale), anche se abbiamo dovuto svolgerle a piccoli gruppi per garantire il distanziamento. Purtroppo abbiamo dovuto sospendere la partecipazione dei nonni perché soggetti a rischio . Non vediamo l’ora di rivederli e ripartire tutti insieme!”
Quanti ragazzi prestano la loro opera al laboratorio e in che modo esattamente?
“Al Tortellante lavorano 25 ragazzi nello spettro autistico, con diverse capacità. Per questo ciascun ragazzo segue un progetto individuale, in continuo progresso grazie al prezioso lavoro del team scientifico che segue quotidianamente le loro attività. E al laboratorio ciascuno ha un compito adeguato alle proprie abilità: ad esempio chi non è in grado di piegare i tortellini può confezionare tagliatelle. Per i più abili partirà a breve il progetto “bottega”, un punto vendita dei nostri prodotti che aprirà a fianco del laboratorio.”
Rispetto al 2016 che cos'è Il Tortellante oggi?
“Dalle prime esperienze abbiamo visto crescere e migliorare ogni settimana i nostri ragazzi, li abbiamo visti applicarsi ed ottenere grandi risultati . Tutto questo grazie al loro impegno e al loro lavoro. Ma non è tutto qui: grazie all’aiuto di Lara e Massimo Bottura, che hanno da subito creduto in questo progetto, abbiamo potuto vivere incredibili avventure: i Tortellanti hanno servito i loro tortellini alla Camera e al Senato, sono stati ricevuti dal presidente Mattarella e da papa Francesco. Di loro hanno parlato su stampa e tv di tutto il mondo. Li trovate anche su Netflix, tra grandi cuochi o in compagnia di Michelle Obama! Chi può dire altrettanto?”
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