Prevenzione tumori a rischio, con il Covid saltati milioni di esami
L’emergenza Coronavirus ha messo in evidenza criticità e punti di forza dei sistemi sanitari. Ora è necessario superare la logica dell’emergenza. Intorno a questo concetto chiave si è sviluppato ieri, venerdì 2 luglio, il convegno inaugurale di Innovabiomed, il network place per l’innovazione biomedica a Veronafiere.
Giampaolo Tortora, professore ordinario di Oncologia Medica della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore del Cancer Center e della Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, componente del Comitato Scientifico di Innovabiomed:
“Ci ha insegnato tanto questa pandemia. Ci ha insegnato a gestire all’interno gli ospedali, a proteggere i malati e lo abbiamo fatto in tanti, in parte ci siamo riusciti ma abbiamo anche imparato come in poco tempo si possono abbattere progressi costati decenni di fatica, sia per le cure sia per la prevenzione delle malattie e durante la pandemia. In tutta Italia abbiamo avuto oltre 400mila interventi oncologici in meno, il 64% di ritardo negli interventi di chirurgia oncologica programmati, quasi il 50% dei trattamenti terapici ritardati o spostati, abbiamo avuto un 20% di pazienti oncologici che non sono andati a fare trattamenti programmati e dei ritardi importanti nella continuità della cura per chi aveva già avuto una diagnosi. Un problema altrettanto grave, se si pensa ai grandi progressi che la diagnosi precoce ha portato nella possibilità di affrontare i tumori nel migliore dei modi, è che nel 2020 sono stati fatti 2 milioni di esami di screening in meno rispetto al 2019, parliamo di controlli standard, dalla mammografia al pap test, e così via, con ritardi nella diagnosi di molte settimane mediamente, di mesi, con tutte le implicazioni che questo comporta. Allora dobbiamo trarre insegnamenti da questo e bisognerà far ripartire la medicina territoriale che in passato è stata smantellata e ha sovraccaricato gli ospedali. Va riavviato rapidamente programma dello screening dei tumori da parte delle Regioni ed incrementato il personale sanitario che purtroppo è stato ridotto per motivi economici e abbiamo visto quanto è necessario. Vanno sfruttate tutte le tecnologie in modo particolare la telemedicina per poter controllare a distanza i pazienti, per rassicurarli, monitorarli ed evitare che si rivolgano agli ospedali come unico punto di riferimento. Tutto questo lo abbiamo imparato e non possiamo perdere questa occasione per il futuro”.
Digital health, robotica, stampa 3D, medicina rigenerativa, intelligenza artificiale, oncologia di precisione, aspetti economico-finanziari e investimenti per lo sviluppo del settore sono solo alcuni dei temi affrontati nel corso dell’evento che si concluderà oggi, sabato 3 luglio, a Verona.
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