Verso la Casa della Comunità di San Felice, presentato lo studio di fattibilità della struttura
L’investimento è già delineato e prevede la creazione di una struttura in grado di rispondere alle esigenze di salute della comunità in prossimità: la Casa della Comunità di San Felice, che sorgerà nell’area compresa tra le vie Ascari e Giro Frati, rappresenterà un punto d’accesso unitario e integrato all’assistenza sanitaria, socio sanitaria e socio assistenziale, dove saranno garantiti percorsi di cura multidisciplinari, anche attraverso l’integrazione tra servizi territoriali e servizi ospedalieri, per la presa in carico delle cronicità e delle fragilità. Un luogo, inoltre, dove favorire l’incontro tra i cittadini e i più recenti modelli di prevenzione e promozione della salute, valorizzando le potenzialità legate all’innovazione tecnologica e alla telemedicina.
I servizi che saranno presenti si possono accorpare in sei aree: l’area amministrativa per l’assistenza di base, con gli sportelli SAUB per le pratiche relative al rinnovo o al cambio della scelta del medico di famiglia, all’inserimento di esenzione per malattia, reddito, invalidità civile, o all’iscrizione al Servizio sanitario nazionale dei cittadini stranieri; l’area dedicata al Punto prelievi; lo spazio per la Medicina Generale, con gli ambulatori dei Medici e spazi a supporto della medicina di gruppo; l’area d’integrazione socio-sanitaria, con lo sportello sociale e gli studi per le assistenti sociali; l’area della presa in carico della patologie croniche attraverso l’elaborazione del piano assistenziale individuale, con ambulatori per le prestazioni specialistiche e ambulatori infermieristici; infine l’area materno-infantile, con gli ambulatori dei Pediatri di Libera Scelta, gli spazi per la Pediatria di Comunità e per il consultorio familiare.
Lo studio di fattibilità è stato portato anche all’attenzione dei Medici di Medicina generale e dei pediatri di Libera Scelta che operano già nel Comune di San Felice.
“Questo è solo l’inizio di un percorso complesso e sfidante – sottolinea Angelo Vezzosi, direttore del Distretto di Mirandola – non solo per la costruzione “fisica” della Casa della Comunità ma anche per l’implementazione contestuale di quel percorso di crescita comunitaria che con il coinvolgimento di tutti gli attori, cittadini compresi, permetterà alla Casa della Comunità di essere strumento di inclusione efficace per valorizzare le potenzialità di ognuno e raggiungere l’obiettivo di salute come bene sociale globale”.
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