Carpi, Platis e Barbi (FI): “Ospedale nuovo a intermittenza. Solo in prossimità delle elezioni si vede il traguardo”
CARPI- “Ospedale nuovo a intermittenza. Solo in prossimità delle elezioni si vede il traguardo, oggi come nel 2019 e nel 2009 con Campedelli sindaco. Nel frattempo l’Ausl ha un buco nel 2022 di 15milioni di euro e per la riforma della sanità regionale il 20% degli utenti può essere lasciato senza PS"- è quanto dichiarano Massimo Barbi coordinatore FI Carpi e Antonio Platis capogruppo FI in Provincia di Modena sulla costruzione del nuovo Ospedale a Carpi.
Questa la nota stampa dei due esponenti di Forza Italia:
"Nel lontano 2009 l’allora sindaco di Carpi Enrico Campedelli annunciò il nuovo ospedale per poi essere smentito, guarda caso un anno dopo il voto, dall’assessore regionale PDS Giovanni Bissoni.
Poi, dopo dieci anni, nell’aprile 2019 fu la volta dell’assessore regionale Sergio Venturi e del direttore generale Massimo Annicchiarico che diedero la scossa alle imminenti elezioni comunali: “Carpi avrà un nuovo ospedale!”.
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Quattro anni dopo, con le elezioni alle porte e la caduta libera del PD, la Regione ci riprova a dare una mano.
È evidente a tutti che di mezzo c’è stato il Covid e la conseguente emergenza economica, ma è bene ricordare che anche nel 2021 la Regione aveva assicurato che la prima pietra sarebbe stata posata entro il 2024.
Invece oggi si parla di 2025 ma molto più probabilmente, si legge tra le righe, la finestra sarà quella del 2026.
Nel frattempo, per i prossimi tre anni e per il tempo necessario per la costruzione del nuovo, si continuerà a rattoppare il Ramazzini e incrociare le dita che tutto tenga. Nel mentre l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini vuole riformare il settore e soprattutto togliere gran parte dei pronti soccorso: il “cuore” degli ospedali.
Il PD in Regione, dopo i bilanci delle Ausl pesantemente in rosso, sta per attuare la riforma della Sanità che è la più grande sforbiciata alla spesa pubblica della storia. Pensate che sui PS partono dal presupposto che l'80% degli accessi ai PS regionali si reca in 20 pronto soccorso di primo e di secondo livello e solo il 20% negli ospedali ‘territoriali’. Visto che ci sono 1 milione e 700 mila utenti all’anno, vuol dire che per il 20% - ovvero 370mila persone - il servizio di PS può essere allontanato verso i grandi centri.
Come può conciliarsi la riforma e lo stato di salute dei bilanci Ausl con la doverosa realizzazione di un nuovo ospedale a Carpi? Il rischio è evidente, dopo il voto, si farà retromarcia".
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